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BIOFLAVONOIDI E VITAMINA C
I bioflavonoidi sono un gruppo di sostanze alimentari che si trovano nella frutta insieme alla vitamina C. Sono chiamati anche vitamina C2, vitamina P, flavoni, ecc. Essi si trovano soprattutto nella polpa bianca degli agrumi, che normalmente viene scartata. I bioflavonoidi furono scoperti dallo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgyi, lo scopritore della vitamina C (premio Nobel nel 1937). Egli osservò che i bioflavonoidi hanno un effetto sinergico con la vitamina C, e hanno grande importanza nel rafforzare i vasi sanguigni, soprattutto i capillari.
La fragilità dei vasi capillari porta alla formazione di macchie rossastre sotto la pelle (edemi), emorragie interne, accumuli di liquido nei tessuti. Vi sono moltissimi articoli pubblicati su riviste scientifiche che descrivono l'utilità della vitamina P, così chiamata per indicare la capacità di regolare la permeabilità dei vasi sanguigni.
I bioflavonoidi sono molto importanti per le donne che soffrono di problemi mestruali. Questo è legato sempre al potere che ha la vitamina P, insieme alla vitamina C, di migliorare il tono venoso e aumentare la resistenza parietale dei vasi capillari. Si può avere una netta diminuzione dei problemi di pressione e di perdite nel vasto sistema di pompaggio interno che distribuisce e restituisce il sangue al cuore.
I bioflavonoidi possono essere utili anche per combattere le vene varicose, alleviando il dolore, il disagio e il gonfiore alle gambe che questo disturbo comporta. Anche le emorroidi possono essere efficacemente combattute dall'assunzione costante di vitamina P, come dimostrò il dott. Bernard Wissmer dell'Università di Ginevra.
I bioflavonoidi possono anche avere un effetto antiabortivo, secondo gli studi fatti dal dott. Robert B. Greenblatt, del Medical College of Georgia.
Il dott. R. C. Robbins, dell'Università della Florida, ha scoperto che i bioflavonoidi, particolarmente alcuni contenuti negli agrumi, sono agenti naturali efficaci contro la trombosi. Ciò è risultato da esperimenti in provetta, sugli animali e sul sangue umano.
Naturalmente i bioflavonoidi non sono l'unico fattore contro la trombosi: un altro agente simile è l'eparina, una sostanza secreta dal fegato. Comunque i bioflavonoidi, ed in particolare la nobiletina, che è una delle sostanze contenute in essi, hanno una provata qualità antiadesiva, cioè la loro presenza nella corrente sanguigna può servire a rallentare l'adesione dei coaguli di sangue alle pareti dei vasi sanguigni e a rallentarne la crescita.
I bioflavonoidi, ed in particolare gli antocianosidi del mirtillo, hanno anche efficacia contro i disturbi della visione: possono migliorare la visione crepuscolare e ridurre i fenomeni di abbagliamento. Possono servire contro i disturbi della retina di origine ipertensiva e diabetica, e nella miopia evolutiva. Un altro vantaggio dei bioflavonoidi è che sono innocui, e che non interferiscono con la capacità di coagulazione del sangue, quando è opportuna per la rimarginazione di ferite. Essi restituiscono la normale resistenza alle pareti dei capillari, senza provocare un “ispessimento” del sangue: i bioflavonoidi sono cioè dei normalizzatori del flusso sanguigno nei capillari e nelle vene.
E ciò in contrasto con l'effetto dei medicinali, i quali hanno soltanto un effetto a senso unico, e quindi rappresentano sempre un rischio per gli effetti collaterali che essi hanno sempre. I massimi effetti dei bioflavonoidi si hanno in combinazione con la vitamina C, ed è logico poiché in natura bioflavonoidi e vitamina C si trovano invariabilmente abbinati.
Il fabbisogno giornaliero di bioflavonoidi nell'alimentazione non è ben determinato, ma si ritiene sufficiente un apporto di 50-200 mg al giorno.
Tra i fattori antagonisti dei bioflavonoidi, ci sono il fumo, lo stress, l'aspirina, il cortisone, gli antibiotici, il caffè, mentre il loro assorbimento è migliorato dalla vitamina C, dal calcio e dal magnesio.
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