CONTROLLARE IL DIABETE

Nel 1922 si riuscì ad isolare l'insulina e a renderla disponibile per i diabetici. Una grande scoperta che indusse a ritenere che il diabete, questa vecchia paurosa malattia che portava inesorabilmente a morte chi ne veniva colpito, fosse definitivamente vinto. Difatti da allora non si muore più di diabete ma delle sue complicazioni, che riguardano il sistema cardiocircolatorio ed i nervi.
Così abbiamo visto qualche anno fa, il presidente dell'URSS, il re dell'Arabia e più vicino a noi, l'ex presidente Bettino Craxi, insieme a molti milioni di persone sconosciute di tutto il mondo, soggiacere alle reazioni collaterali del diabete sul sistema circolatorio.
La medicina ufficiale in questo campo non fa nulla perché l'industria farmaceutica non vuole che si sappia che esistono prodotti naturali che ovviano con gran successo alle gravi complicazioni causate dall'eccesso di glucosio nel sangue. Non si capisce bene il perché di questo ostracismo. Il diabetico dovrà comunque consumare l'insulina o i farmaci ipoglicemizzanti. Se vivrà più a lungo consumerà per molto tempo in più questi farmaci.
I trattamenti naturali così non andranno solo a vantaggio dei diabetici, ma anche delle industrie farmaceutiche. A meno che si considerino tutti quei farmaci palliativi che il diabetico dovrebbe assumere per tentare di combattere, con poco successo, i numerosi acciacchi causati dall'iperglicemia.
Così si vede con sorpresa che uno dei grandi diabetologi italiani scopra nel 1945 la straordinaria importanza della vitamina E per la cura delle complicanze del diabete e lo pubblichi solo in America. In Italia dà alle stampe un esauriente manuale su questa malattia, ma della sua scoperta neppure un cenno.
Il diabete è una malattia metabolica che provoca nell'organismo tutta una serie di disturbi, anche gravi, ed una forte perdita della vitalità.
Si calcola che accorci la vita di un terzo. Dopo una ventina di anni dal suo inizio provoca grosse alterazioni alle arteriole e capillari degli occhi sì da causare in un elevato numero di casi la cecità.
Ne soffrono le arterie del cuore e quindi angina pectoris ed infarti. I reni, che sono un gomitolo di migliaia di chilometri di capillari che poco a poco si alterano, cessano di funzionare.
Le estremità, soprattutto i piedi, in cui la circolazione si riduce a tal punto da originare stati cancrenosi e quindi renderne indispensabile l'amputazione.
Tutto il sistema genitale: i diabetici sono normalmente impotenti.
Sono tremende le nevriti, che possono rendere la vita del diabetico estremamente penosa.
E così via per tutti gli organi del corpo.
Il diabetico sopravvive con l'insulina e gli ipoglicemizzanti, ma è da considerarsi un handicappato per tutti i guai che inevitabilmente lo colpiscono.
Eppure con una adatta, completa integrazione di microalimenti che conferisca al diabetico tutto quanto gli occorre, questi può condurre una vita del tutto normale e vivere nelle migliori condizioni fisiche sino alla più tarda età.
Io faccio sempre l'esempio di mio padre che a settant'anni, diabetico oramai da venticinque, era praticamente cieco e debilitato al punto da non potersi più alzare dal letto.
Una adatta, completa integrazione con quel centinaio di microalimenti che si conoscono, lo portò poco a poco a riprendersi in modo tale da riottenere dopo tre anni la patente di guida. Guidò poi la sua utilitaria per le strade impervie delle colline pinerolesi per più di venti anni, sino a novantatré anni di età. Poi il declino e la morte a novantasette anni.
Così molte altre persone. Di recente abbiamo avuto notizia di un diabetico con una fortissima nevrite che gli rendeva impossibile la vita. L'assunzione di una adatta microdieta di integratori sembrava non arrecargli alcun effetto positivo. Finalmente dopo più di quattro mesi " un giovedì mattino alle 6,30 " come ebbe a scrivermi, i dolori scomparvero di colpo e, a distanza di un anno, non sono più riapparsi. Ovviamente l'integrazione vitaminico-minerale dovrà continuare per tutta la vita. Ma ne vale la pena.
E così per molti altri disturbi causati dal diabete.
Quindi: vita morigerata + dieta controllata + insulina o ipoglicemizzanti + una completa e personalizzata integrazione di microalimenti rendono il diabetico una persona normale con concrete possibilità di una vita lunga e senza acciacchi.
Noi, nel nostro laboratorio del CRES, prepariamo delle microdiete complete di un centinaio di elementi (le più complete esistenti). Le prepariamo su misura per ogni persona, dopo avere consultato una scheda delle carenze di ogni singola persona.
Anche successivamente seguiamo l'evolversi della situazione, per correggere eventualmente la formula degli integratori, ciò che evidentemente nessun altro laboratorio è in grado di fare.
Come già detto il diabete è una disfunzione inguaribile. Solo se tenuto a bada con assiduità permette una vita lunga e normale come per qualsiasi persona sana.