Menu principale:
Sostanze utilizzate N-Z
Q10, UBICHINONE
Il coenzima Q10, detto anche ubichinone, ubiquinone, ubidecarenone, è un coenzima liposolubile, molto diffuso in natura, anche se si trova sempre in concentrazioni molto basse. Per questo motivo è difficile estrarlo, e da qui il costo molto alto della materia prima. Si trova sia nel regno vegetale che in quello animale, ed è presente praticamente in tutte le cellule. Il nome ubichinone infatti significa che è “ubiquo”, cioè che si trova dappertutto. Il numero 10 sta ad indicare la forma completa del coenzima, che viene costruito dagli organismi in tappe successive, con coenzimi numerati progressivamente dal Q6 fino al numero 10.
Fu scoperto nel 1957 dal professor Frederick Crane, dell'Università del Wisconsin, USA, che lo isolò per la prima volta nei mitocondri del cuore di bue. Nel 1978 Peter Mitchell fu insignito del premio Nobel per i suoi studi sul funzionamento del coenzima Q10.Il Q10 è importantissimo nella produzione e nel trasporto di energia tra le cellule. All'interno delle cellule mitocondriali contribuisce alla sintesi dell'ATP, principale fonte di energia cellulare.
Grazie al ruolo centrale nella produzione di energia, è utile per svariate cose, soprattutto per il cuore, come antiossidante, per abbassare il tasso di colesterolo e per mantenere l'elasticità della pelle.
Il coenzima Q10, come è stato provato da centinaia di pubblicazioni scientifiche è innocuo, anche a dosaggi molto alti. Non si conoscono casi di intolleranza o intossicazione. E' consigliabile una integrazione quotidiana di circa 20-40 mg, insieme a vitamine e sali minerali, che ne completano l'azione.
Ha una forte azione antiossidante e protegge dai radicali liberi, specialmente se assunto insieme alla vitamina E, di cui ha una struttura simile.
Il Q10 è sintetizzato dalle cellule, tuttavia la sua produzione comincia a diminuire dai 35-40 anni, per abbassarsi sempre di più col passare degli anni. Diminuisce anche con le malattie croniche e con alcuni farmaci anti-colesterolo, le statine.
Le cellule del cuore hanno un'alta concentrazione di Q10, la più alta in tutto il corpo. Questo è dovuto al fatto che il cuore deve produrre energia in continuazione. E' indicato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, nell'insufficienza cardiaca, nell'angina pectoris.
Uno studio pubblicato dall'Università del Texas ne 1994 ha evidenziato “un sensibile miglioramento in soggetti cardiopatici trattati con dosi di Q10 da 80 a 600 mg al giorno”.
Altre ricerche hanno dimostrato che gli attacchi cardiaci tendono a verificarsi quando le scorte di Q10 sono particolarmente ridotte. Somministrando elevate dosi di Q10 a persone che hanno subìto un attacco cardiaco, contribuisce a ripristinare le funzioni cardiache.
Inoltre è stata evidenziata la capacità di alzare le difese immunitarie.
Viene usato in medicina anche contro il cancro, specialmente in tumori al seno e alla prostata.
E' utilizzato contro varie malattie neurologiche degenerative croniche (ovviamente non per guarirle) quali la distrofia muscolare, il morbo di Alzheimer, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, e quello di Huntington. Aiuta a preservare le funzioni neurologiche, in quanto protegge contro la diminuzione dell'attività dopaminergica.
E' utile per chi pratica sport per dare energia, senza essere una sostanza dopante. E' stato fatto un esperimento con 25 sciatori fondisti finlandesi: il 94% di quelli che avevano assunto Q10 dimostrarono un miglioramento nelle performances atletiche, contro solo il 33% del gruppo di controllo che aveva assunto un placebo.
Serve inoltre per abbassare il colesterolo e per prevenire l'aterosclerosi.
E' molto utile, contro le rughe e per mantenere l' elasticità della pelle, in quanto agisce contro i radicali liberi che attaccano il collagene e l'elastina della pelle. Agisce anche contro la psoriasi. [MM]
Menu di sezione: