SOSTANZE UTILIZZATE NELLE MICRODIETE

Diamo qui di seguito una descrizione di alcune tra le principali sostanze naturali utilizzate nella prepararazione delle nostre microdiete personalizzate.

Alfalfa
Vitamine del gruppo B
Betaina
Bioflavonoidi e vitamina C
Colina e inositolo
Cromo
Glicina e ornitina
Vitamina E
Alghe brune: fucus, kelp
Licopene
Manganese
Nicotinamide - vitamina B3 o PP
Octacosanolo - policosanoli
Oligoelementi: Cromo - Ferro - Manganese - Molibdeno - Rame - Selenio - Vanadio - Zinco
Pantotenato - vitamina B5
Selenio
Taurina
Triptofano
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Alfalfa

E' il nome dell'erba medica, un noto foraggio. Le preparazioni che si trovano in commercio per uso alimentare, come la nostra, sono formate da un estratto liofilizzato (seccato a freddo per conservare tutte le proprietà biologiche del prodotto fresco).
L'alfalfa contiene sali minerali, moltissime vitamine (in particolare quelle del gruppo B), clorofilla e molti altri microalimenti in piccole quantità.
E' particolarmente utile per il suo elevato contenuto di vitamina K naturale. La vitamina K è la vitamina antiemorragica tipica. La sua carenza porta all'incoagulabilità del sangue e quindi ad emorragie non di rado mortali (ad esempio nei bambini appena nati che ne sono molto carenti ed a cui si somministra di regola appunto la vitamina K).
La vitamina K di sintesi (menadione) somministrata in forti dosi può dare dei grossi guai, come la emolisi (distruzione dei globuli rossi e anemia), il che invece non capita mai con la vitamina K naturale (come appunto quella dell'alfalfa).


Vitamine del gruppo B

Nostra preparazione corrispondente FF o bollino rosso.

Le varie vitamine conosciute agiscono negli organismi viventi per lo più da sole: cioè ognuna ha una sua specifica funzione.
Le vitamine del gruppo B (circa una quindicina; il numero esatto non è accettato da tutti in quanto alcune sono contestate) hanno anch'esse delle funzioni specifiche ma più delle altre agiscono sinergicamente.
Il motivo è che queste vitamine più delle restanti agiscono perchè attivano un'infinità di enzimi che presiedono alle numerosissime trasformazioni che si verificano in un organismo vivente. Gli enzimi (forse di centomila specie diverse) sono quelle molecole che eseguono le reazioni codificate dal DNA, sotto l'impulso di ormoni, dei neurotrasmettitori e di altre sostanze e sistemi regolatori delle funzioni vitali.
Prendiamo per esempio il più noto (ed il principale) meccanismo che negli organismi produce energia e calore: il ciclo di Krebs. La reazione parte dal glucosio, uno zucchero semplice che si forma nell'organismo per lo più per la digestione dei farinacei (ma si ricava anche dal comune zucchero e dalla frutta). Attraverso gli enzimi questo zucchero viene letteralmente "bruciato" attraverso una lunga catena di reazioni e trasformazioni. Alla fine si ha acqua, anidride carbonica (che espelliamo attraverso la respirazione), energia (sotto forma di molecole energetiche come le molecole di ATP che attivano i muscoli) e calore.
Tutte queste reazioni che sarebbe troppo lungo e noioso descrivere sono rese possibili dall'azione di enzimi che successivamente uno all'altro fanno progredire le reazioni.
Gli enzimi sono formati da aminoacidi che introduciamo con l'alimentazione proteica (carne, uova, pesce, legumi, latte, formaggio, ecc.) e resi attivi da sali minerali come il magnesio, lo zinco, il manganese e tanti altri simili e soprattutto dalle vitamine del gruppo B.
Se questi prodotti sono presenti in abbondanza le reazioni del ciclo di Krebs decorrono con la massima facilità, si forma energia in abbondanza, avete una sufficiente produzione di calore e tutta la vostra macchina biologica funziona al meglio.
Sarebbe troppo lungo elencare le numerosissime indicazioni di una sufficiente introduzione delle vitamine del gruppo B e quindi della ottimizzazione del ciclo dell'energia.
Se c'è energia in abbondanza tutti gli organi del corpo, dal cervello al cuore, dallo stomaco all'intestino, dai polmoni agli organi sessuali, dal fegato ai reni ecc. funzionano all'optimum.
Le più strane ed imprevedibili reazioni di carenza, nella maggior parte dei casi, spariscono. Le funzioni organiche manifestano uno straordinario impulso positivo, una normalizzazione ad un grado di efficienza superiore. Ciò avviene con la somministrazione di tutte le vitamine del gruppo B... Sottolineo tutte anche le meno importanti, che normalmente non vengono fornite, ma che invece nel complesso della produzione dell'energia hanno una parte molto importante.
Nelle nostre microdiete usiamo ampiamente le vitamine del gruppo B, in dosi generose, perchè è assai meglio abbondare in questo campo che stare un po' al di sotto dell'optimum, anche tenendo conto che dette vitamine, usate per bocca, sono assolutamente innocue anche in dosi massicce. Occorre solo l'accortezza di somministrarle tutte, per evitare carenze che si potrebbero accentuare con la somministrazione unilaterale di poche ad esclusione di altre.

La nostra preparazione più completa in proposito è quella che noi chiamiamo FF oppure bollino rosso.


Betaina

La betaina è una sostanza naturale (si estrae dalla beta vulgaris = barbabietola dello zucchero, da cui il nome) che da parecchi decenni è conosciuta per le sue proprietà risanatrici e disintossicanti sul fegato. Come quello di tante altre sostanze naturali, il suo uso è avversato dall'industria farmaceutica.
La betaina ha benefici sul fegato, azioni che si ripercuotono favorevolmente (e in breve tempo) anche sull'alito cattivo. Ovviamente il massimo risultato si ottiene quando viene assunta contemporaneamente agli altri microelementi (vitamine, sali minerali, ecc.). La betaina, che è un alimento, può essere assunta in tutta tranquillità, essendo completamente innocua.
Nell'organismo la betaina (chimicamente una trimetilglicina) perde il metile e si trasforma in dimetilglicina, che è la nota vitamina B15: in questo passaggio si ha una produzione di energia. Sembra che sia proprio questo alla base dei positivi effetti della betaina: scomparsa della stanchezza immotivata, azione favorevole sul sistema circolatorio, sul cuore, sulle allergie, sulla respirazione cellulare.
Inoltre la betaina ha un effetto disintossicante sul fegato, una azione antiarteriosclerotica, antiepatite ed anticirrotica. Sempre per la sua azione disintossicante sul fegato è utilissima nell'alcolismo, nell'avvelenamento epatico da farmaci e da sostanze chimiche svariate.
La betaina può anche avere effetto sulla ricrescita dei capelli. Si ha cioè un potenziamento dell'azione data da un'equilibrata assunzione dei principali microelementi, in particolare della cistina e della metionina (insieme alle quali deve essere assunta per questo scopo).
Una delle più interessanti azioni della betaina è quella di neutralizzare un veleno che si forma nel nostro organismo (l'omocisteina, la principale responsabile dell'invecchiamento di vene ed arterie) trasformandola nell'utilissimo aminoacido metionina, sempre scarso nell'alimentazione.


Bioflavonoidi e vitamina C

I bioflavonoidi sono un gruppo di sostanze alimentari che si trovano nella frutta insieme alla vitamina C. Sono chiamati anche vitamina C2, vitamina P, flavoni, ecc. Essi si trovano soprattutto nella polpa bianca degli agrumi, che normalmente viene scartata. I bioflavonoidi furono scoperti dallo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgyi, lo scopritore della vitamina C (premio Nobel nel 1937). Egli osservò che i bioflavonoidi hanno un effetto sinergico con la vitamina C, e hanno grande importanza nel rafforzare i vasi sanguigni, soprattutto i capillari.
La fragilità dei vasi capillari porta alla formazione di macchie rossastre sotto la pelle (edemi), emorragie interne, accumuli di liquido nei tessuti.
Vi sono moltissimi articoli pubblicati su riviste scientifiche che descrivono l'utilità della vitamina P, così chiamata per indicare la capacità di regolare la permeabilità dei vasi sanguigni.
I bioflavonoidi sono molto importanti per le donne che soffrono di problemi mestruali. Questo è legato sempre al potere che ha la vitamina P, insieme alla vitamina C, di migliorare il tono venoso e aumentare la resistenza parietale dei vasi capillari. Si può avere una netta diminuzione dei problemi di pressione e di perdite nel vasto sistema di pompaggio interno che distribuisce e restituisce il sangue al cuore.
I bioflavonoidi possono essere utili anche per combattere le vene varicose, alleviando il dolore, il disagio e il gonfiore alle gambe che questo disturbo comporta. Anche le emorroidi possono essere efficacemente combattute dall'assunzione costante di vitamina P, come dimostrò il dott. Bernard Wissmer dell'Università di Ginevra.
I bioflavonoidi possono anche avere un effetto antiabortivo, secondo gli studi fatti dal dott. Robert B. Greenblatt, del Medical College of Georgia.
Il dott. R. C. Robbins, dell'Università della Florida, ha scoperto che i bioflavonoidi, particolarmente alcuni contenuti negli agrumi, sono agenti naturali efficaci contro la trombosi. Ciò è risultato da esperimenti in provetta, sugli animali e sul sangue umano.
Naturalmente i bioflavonoidi non sono l'unico fattore contro la trombosi: un altro agente simile è l'eparina, una sostanza secreta dal fegato. Comunque i bioflavonoidi, ed in particolare la nobiletina, che è una delle sostanze contenute in essi, hanno una provata qualità antiadesiva, cioè la loro presenza nella corrente sanguigna può servire a rallentare l'adesione dei coaguli di sangue alle pareti dei vasi sanguigni e a rallentarne la crescita.
I bioflavonoidi, ed in particolare gli antocianosidi del mirtillo, hanno anche efficacia contro i disturbi della visione: possono migliorare la visione crepuscolare e ridurre i fenomeni di abbagliamento. Possono servire contro i disturbi della retina di origine ipertensiva e diabetica, e nella miopia evolutiva.
Un altro vantaggio dei bioflavonoidi è che sono innocui, e che non interferiscono con la capacità di coagulazione del sangue, quando è opportuna per la rimarginazione di ferite. Essi restituiscono la normale resistenza alle pareti dei capillari, senza provocare un "ispessimento" del sangue: i bioflavonoidi sono cioè dei normalizzatori del flusso sanguigno nei capillari e nelle vene.
E ciò in contrasto con l'effetto dei medicinali, i quali hanno soltanto un effetto a senso unico, e quindi rappresentano sempre un rischio per gli effetti collaterali che essi hanno sempre.
I massimi effetti dei bioflavonoidi si hanno in combinazione con la vitamina C, ed è logico poichè in natura bioflavonoidi e vitamina C si trovano invariabilmente abbinati.
Il fabbisogno giornaliero di bioflavonoidi nell'alimentazione non è ben determinato, ma si ritiene sufficiente un apporto di 50-200 mg al giorno.
Tra i fattori antagonisti dei bioflavonoidi, ci sono il fumo, lo stress, l'aspirina, il cortisone, gli antibiotici, il caffè, mentre il loro assorbimento è migliorato dalla vitamina C, dal calcio e dal magnesio.


Colina e inositolo

Sono i due fattori che costituiscono la base della lecitina (rosso d'uovo, soia). Pur avendo una formula chimica molto diversa fra di loro, hanno un'attività sinergica e proprietà molto simili. Ambedue sono conosciuti come "vitamina B7" ed il loro fabbisogno è notevolmente elevato rispetto a quello delle altre vitamine del gruppo B: cioè di un grammo (ed anche di più) ogni giorno. Nella lecitina sono contenuti insieme ad altri fattori, come il fosforo, che molto sovente ne rende controproducente l'uso. Difatti le persone che soffrono di carenza di calcio (gran parte degli ansiosi) se assumono troppo fosforo, che è antagonista del calcio, aggravano i loro guai. Quindi somministrare colina e inositolo allo stato puro, risulta più efficace e più sicuro che somministrarli come lecitina.
La lecitina viene facilmente sintetizzata nell'organismo partendo dai costituenti. Sia la colina che l'inositolo hanno una grande importanza per metabolizzare i vari grassi esistenti in un organismo, compreso il colesterolo. Prima di tutto nel sangue: in genere all'inizio (per due o tre mesi) si ha un innalzamento del colesterolo e dei lipidi (= grassi) nel sangue. Ciò è dovuto al fatto che i depositi di colesterolo e di lipidi si sciolgono, si mobilizzano dalle pareti delle arterie dove sono depositati. Con l'andare del tempo, a causa della loro escrezione e demolizione, se ne ha una vistosa caduta e la conseguente normalizzazione del loro tasso ematico.
Molto noto è l'effetto della diminuzione della steatosi: depositi di grasso nel fegato, che arrivano a comprometterne la funzionalità; anzi, la steatosi è un sintomo della carenza di colina e inositolo, che sono anche chiamati "fattori epatoprotettori".
C'è chi dice che per questo scopo non servono a nulla: è gente che non ha mai capito che i fattori vitaminici e minerali hanno uno scarso effetto se usati da soli, anche se in dosi massicce. Un effetto completo lo si ha quando li si somministra in miscele bilanciate, con tutti gli altri elementi vitaminici e minerali.
Colina e inositolo hanno anche uno straordinario potere tonificante sul sistema immunitario. Con esse si possono vincere persino delle infezioni batteriche e virali resistenti agli antibiotici, come capita per certe cistiti, enteriti, coliti.
Insieme ad altre sostanze si può aumentare il potere immunitario dell'organismo degli ammalati di fibrosi cistica (o mucoviscidosi) che così facilmente sono soggetti ad infezioni polmonari.
Integrare l'alimentazione con colina e inositolo limita la necessità del ricorso, per questi malati, a dosi massicce di antibiotici (da 7 a 15 gr. al giorno per lunghi periodi), e quindi rende meno probabile l'avvelenamento del fegato e la conseguente cirrosi cui questi sofferenti vanno facilmente soggetti, tanto più se si tiene conto che la colina e l'inositolo combattono la steatosi del fegato e la cirrosi.
Altro effetto poco conosciuto ma straordinariamente importante: la colina rafforza le arterie, le vene ed i capillari e rende meno probabili le emorragie al cervello, ai reni, allo stomaco, al fegato, al cuore ed alle capsule surrenali. Per completare quest'opera di prevenzione sono necessarie come sostegno anche la vitamina C, la vitamina E, il selenio, il rame.


Cromo

Sovente si legge sui giornali che vi sono gravi inquinamenti di cromo, o di zinco, o di rame, o di manganese, quasi che questi minerali siano pericolosi per la salute come il mercurio, il cadmio, il piombo. Ma non esiste una sola sostanza che, assunta in dosi esagerate, non sia nociva o addirittura mortale. Persino l'acqua fresca, in dosi dieci o venti volte la dose ottimale può provocare gravissimi inconvenienti. Non è che una questione di dose.
Il cromo e gli altri elementi citati, in piccole dosi sono addirittura indispensabili per la vita. La loro carenza, nell'alimentazione super raffinata dei giorni nostri, è responsabile di molte e gravi patologie, straordinariamente diffuse.
In dosi piccolissime il cromo è contenuto in tutti gli alimenti di origine naturale. La fonte più abbondante era data dalla crusca che fino agli inizi del secolo finiva regolarmente nel pane. Con il nostro pane bianco, i cibi artificiali, lo zucchero bianco, noi abbiamo ridotto il naturale introito di cromo, vitamine del gruppo B, vitamina E ed altri fattori a meno di un ottantesimo di quello normalmente assunto dai nostri nonni.
Quando si assumevano tutti questi alimenti, gli infarti (ed altre patologie collegate), il diabete e la diffusissima ipoglicemia (con corollario di stress, ansia, depressione, angosce, ecc.), molti difetti di vista (con il dilagare dell'uso degli occhiali) erano molto meno comuni di adesso.
Si suppone che il cromo sia un attivatore di enzimi e di alcuni importanti fattori. Uno è stato individuato: il Glucose Tolerance Factor - GTF che è essenziale per l'assimilazione del glucosio, per il corretto funzionamento dell'insulina e la produzione di energia.
Il lievito di birra è molto ricco di cromo: per il 25-40% sotto forma appunto di GTF. Il che significa anche che per il 55-75% il cromo fa parte di altri fattori sconosciuti, ma certamente importanti per la vita.
Questo è un punto molto importante: assumere il cromo come sale minerale serve a poco, in quanto il nostro organismo (soprattutto se debilitato) non è in grado di fabbricare in quantitativo sufficiente i complessi enzimatici che gli servono partendo dalla materia prima. Si è pensato di preparare sali organici di cromo come l'orotato (costosissimo) che funzionano meglio, ma non ancora in modo soddisfacente.
La via più naturale è quella di coltivare in un ricco substrato di cromo dei lieviti appositi che sintetizzano quindi in modo del tutto fisiologico quei composti di cui gli organismi viventi hanno bisogno. E' un procedimento non facile, ma così si può ottenere una ricca fonte di enzimi e fattori utilissimi per il nostro organismo.
E' noto che il lievito di selenio, funziona in modo straordinariamente più positivo che non i soliti prodotti industriali, reclamizzati in tutto il mondo con tutti i mezzi, ma contenenti solo selenio allo stato minerale. Con il lievito di cromo, il vantaggio è ancora più evidente. Cento microgrammi di cromo sotto forma di GTF ed altri fattori vitali, assunti regolarmente ogni giorno, danno importanti e rapidi risultati.
Prima di tutto nella regolazione della glicemia, il che è straordinariamente importante per i diabetici. Ovviamente il cromo non può sostituire l'insulina o gli ipoglicemizzanti, ma ne aiuta moltissimo la loro funzione. Con ogni probabilità aiuta altri fattori a prevenire il diabete. Poi nella regolazione dello zucchero nel sangue degli ipoglicemici che, in grado più o meno elevato, costituiscono almeno l'80% della popolazione.
Il cromo, insieme a vitamine, calcio, magnesio e taurina, è utilissimo nel combattere l'ansia, le paure, la depressione e tutti i numerosissimi disturbi causati dalle distonie neurovegetative, o esaurimenti, o spasmofilia che dir si voglia.
Regolarizzando la glicemia vien meno lo stimolo che spinge molte persone ad assumere più cibo del necessario. Quindi il cromo è utilissimo anche per chi vorrebbe perdere qualche chilo di troppo.
Non se ne conosce ancora bene il meccanismo, ma il cromo ha un'importanza capitale (insieme a vitamina E, selenio, inositolo, colina ed altri fattori) a ridurre i depositi di colesterolo e fibrina nelle arterie e quindi nel preservare la salute del sistema circolatorio.
Inoltre ha un'azione potente su molti disturbi visivi. Agisce forse sulla microcircolazione degli occhi o su altri meccanismi biologici. Il risultato evidente è che la vista in molte persone migliora in modo spettacolare nel giro di pochi giorni.
Sembra che il cromo agisca anche sulla cataratta e sui depositi di colesterolo nella cornea così comuni in persone di una certa età e che formano un anello biancastro in un organo in cui invece è meglio rimanga la trasparenza totale.
Le ricerche dei biochimici sulle funzioni del cromo negli organismi viventi continuano e si approfondiscono sempre più. Molto interessante è una vasta indagine compiuta negli USA: una persona sana che muore per un incidente ha un elevato quantitativo di cromo nelle arterie e nei tessuti cardiaci. Nei deceduti per infarto, il quantitativo di cromo è invece estremamente basso. Se si aggiunge che l'intervallo fra la dose alimentare ottimale (100/200 microgrammi al giorno) e la dose tossica (da 1 milione a 8 milioni di microgrammi a seconda del composto di cromo) è molto ampia, conviene sicuramente non lasciare scarseggiare questo importantissimo microelemento.


Glicina e ornitina

Tutti i mass media hanno diffuso in questi mesi la notizia di un gruppetto di persone (fra i 60 e gli 80 anni) con problemi di invecchiamento, che hanno sperimentato in USA l'ormone della crescita (ora soprannominato "ormone della giovinezza") prodotto industrialmente. In sei mesi hanno ottenuto in media una perdita del 14% del tessuto adiposo ed un aumento del 9% dei muscoli. Questo ormone è costosissimo: il prezzo di una cura per un anno ammonta a circa 17 milioni: perchè funzioni occorrerebbe usarlo in continuazione, vita natural durante. Come tutti gli ormoni non prodotti dall'organismo, ma introdotti dall'esterno, il suo uso produrrà quasi sicuramente delle reazioni collaterali, anche di grave entità: basti pensare a quanto succede usando il cortisone. Inoltre la sua azione si limita quasi esclusivamente al tessuto muscolare ed adiposo. Come qualcuno ha detto, se tutto funzionasse nel migliore dei modi (il che non è per niente sicuro) si potrebbero avere dei novantenni muscolosi, ma completamente rimbecilliti. Come non agisce sull'arteriosclerosi, l'ormone artificiale non agisce neppure sulla osteoporosi, sull'artrosi, sulle malattie del sistema circolatorio, dei reni, del fegato, ecc.
Quindi, come già ho scritto precedentemente ("Giornale della Natura", mese di luglio) è di gran lunga preferibile (e meno costoso) seguire una via più naturale, come quella di stimolare l'organismo, perchè produca naturalmente l'ormone della giovinezza insieme a tutti gli altri e potenziare tutte le funzioni organiche, in modo da mantenere in forma l'intero organismo. Ciò è ottenibile mediante la fornitura assidua, perseverante di vitamine, minerali, oligoelementi, aminoacidi. Gli aminoacidi che servono per stimolare l'organismo ed aumentare la produzione di ormone della crescita sono la glicina e l'ornitina e vanno assunti di norma la sera prima di andare a letto.
Non ci si può aspettare una rapida caduta dei chili superflui, cosa che si può invece ottenere con adatte, equilibrate diete dimagranti e molta, moltissima buona volontà! Con gli aminoacidi il risultato è lento, ma non costa fatica. Inoltre non bisogna dimenticare che il tessuto adiposo viene sostituito in gran parte da muscoli, il che rappresenta certo un'importante conquista per un organismo avviato ad un lento sfacelo!
Molti obesi non sono che degli ansiosi: l'ansia li spinge a mangiare più del necessario per una compensazione inconscia. Tenendo a bada l'ansia, si può anche ridimensionare questa tendenza e questo è possibile grazie ad una equilibrata integrazione di vitamine, sali minerali e altri microelementi. Un altro punto per il quale i microalimenti possono servire è la ritenzione idrica: dopo uno-due mesi di assunzione di microelementi per i problemi circolatori, si possono perdere litri di liquido e quindi chili di peso superfluo.
Una integrazione alimentare che colmi le carenze di vitamine, sali minerali, oligoelementi, aminoacidi, combatte la cosiddetta "fame nascosta": lo stimolo che porta a mangiare in maniera compulsiva, esagerata, per ricavare dall'alimentazione, ricca solo di grassi, zuccheri e proteine, i microelementi necessari.
Molto spesso l'obeso/a è un ipoglicemico: il suo corpo produce troppa insulina, che lo porta ad ingerire troppi zuccheri: l'insulina li "imbosca" rapidamente come glicogeno e poi come grassi. Questo fenomeno in genere è causato da un carente funzionamento della capsula surrenale. Anche qui un'adeguata integrazione di tutti i principali microelementi può essere utile. L'ornitina e la glicina come già detto, agiscono sul grasso e sui muscoli. Ovviamente bisogna anche aggiungervi molta determinazione: i microelementi aiutano e facilitano le cose, ma è la volontà di ridurre l'esagerato apporto di calorie e di impostare un rapporto più sereno con il proprio corpo che si rivela determinante!


Vitamina E

La vitamina E è una vitamina liposolubile, cioè solubile nei grassi, ed ha una azione ampiamente diffusa nell'organismo.
In natura la vitamina E costituisce una famiglia di sostanze chiamate tocoferoli, e si trova soprattutto nel germe di grano, negli oli vegetali, nelle verdure a foglia verde e nei cereali interi. Le forme più importanti sono l'alfa-, il beta-, il gamma- e il delta-tocoferolo. Non si conoscono effetti tossici della vitamina E.
Come il selenio e la vitamina C, la vitamina E ha un potere antiossidante nell'organismo e combatte la formazione e gli effetti negativi dei radicali liberi. La vitamina E è definita lo "spazzino" dei radicali liberi. Essa agisce anche su alcune malattie come il diabete o le disfunzioni tiroidee.
La vitamina E usata insieme ad altre sostanze è in grado di migliorare la qualità della vita e anche di allungarne la durata. La vitamina E può avere proprietà anticancro perchè con la sua potente azione antiossidante protegge le membrane cellulari.
La vitamina E è stata usata in particolare nelle patologie di origine cardiovascolare con diverse azioni benefiche. Per prima cosa essa riduce il processo di aggregazione delle piastrine, riducendo di conseguenza anche la formazione di placche, di emboli e di trombi nelle arterie.
In secondo luogo questa vitamina è un anticoagulante naturale e previene la coagulazione indesiderata del sangue, ma senza impedire quei processi di coagulazione sanguigna necessari ad esempio ad arrestare una emorragia.
In terzo luogo una adeguata assunzione di vitamina E per via alimentare è essenziale per un normale assorbimento dei grassi nell'organismo. In ultimo è ormai dimostrato che la vitamina E aumenta il livello delle lipoproteine ad alta densità (HDL, detto anche "colesterolo buono") riducendo di conseguenza il rischio cardiovascolare.
Da quanto detto si comprende come la vitamina E, che protegge la circolazione sanguigna e i capillari, ha una forte azione protettiva sui danni provocati dal diabete.
Di particolare interesse è poi l'effetto della vitamina E nelle patologie femminili come fibromi uterini e mastopatie fibrocistiche.
E' stato provato che una delle principali cause nella formazione dei tumori femminili è una ridotta capacità di metabolizzare e quindi di eliminare gli estrogeni. Ciò porta al fatto che questi estrogeni finiscono per accumularsi nell'organismo stimolando i recettori posti nelle mammelle, nelle ovaie e nelle pareti interne innescando un processo cancerogeno. Donne con un alto tasso dei due ormoni estrone ed estradiolo registrano notoriamente una maggiore occorrenza di cancro delle mammelle e delle ovaie.
Pertanto l'eventuale riduzione di produzione di estrogeno durante la fase preovulatoria può ridurre il rischio di cancro della mammella. La vitamina E è dotata appunto di azione antiestrogenica e pertanto risponde appieno a quanto richiesto per diminuire i rischi di cancro nelle donne.
Assai importante è anche l'azione della vitamina E sull'ipertrofia prostatica, uno stadio di ingrossamento della prostata che può provocare minzione dolorosa e scarso flusso urinario.


Alghe brune: fucus, kelp

Mangiate poco e continuate a mettere su chili? Probabilmente siete un ipertiroideo come lo è in varia misura il 30% delle persone.
La tiroide è una piccola ghiandola, posta sulla parte anteriore del collo, avente peso variabile, nelle persone sane, fra gli 8 e i 50 grammi.
L'eccessiva funzionalità della tiroide viene chiamata ipertiroidismo e provoca una serie di disturbi più o meno gravi che si possono sintetizzare in:
1) Nervosismo ed attività frenetica
2) Aumento della sudorazione
3) Eccessiva sensibilità al calore
4) Palpitazioni
5) Astenia (debolezza, esaurimento fisico)
6) Aumento dell'appetito
7) Calo di peso
8) Tachicardia
9) Insonnia
10) Frequenti movimenti peristaltici intestinali con frequente diarrea
Nell' ipotiroidismo (scarsa funzionalità della tiroide) i sintomi sono l'opposto di quelli elencati prima.
Sia nell'iper che nell'ipotiroidismo si può avere la formazione del gozzo che in passato era assai più comune, in quanto la carenza di iodio colpiva intere regioni per lo più lontane dal mare e quindi dal benefico iodio contenuto nei pesci, nei frutti di mare ed anche nell'aria marina.
E' ovvio che un ipertiroidismo o un ipotiroidismo conclamati debbono essere curati seriamente con appropriate cure mediche, in genere efficaci.
Nelle persone cosiddette normali che, come abbiamo visto prima, presentano variazioni nel peso della tiroide da 8 a 50 grammi, si notano degli stadi lievi di ipertiroidismo o ipotiroidismo che la medicina ufficiale non considera, ma che tuttavia possono dare disturbi molto fastidiosi. Non parliamo del lieve ipertiroidismo, ma solo dell'ipotiroidismo cosiddetto marginale che secondo alcuni autori, colpirebbe dal 30 al 40 per cento della popolazione.
I suoi sintomi si confondono con quelli della spasmofilia e della ipoglicemia in quanto sovente molte persone presentano tutte e tre queste patologie.
Il lieve ipotiroidismo è molto più frequente dell'ipertiroidismo che invece è piuttosto raro.
La tiroide produce due ormoni contenenti rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio chiamati sinteticamente T3 e T4 (tiroxina). In minima quantità servono a regolare molteplici funzioni organiche. Quanto più alto è il contenuto di questi ormoni nel sangue tanto più veloce è il metabolismo dell'individuo in esame.
La tiroide è stata paragonata al tiraggio della stufa: tanto più è aperto tanto più brucia e tanto più l'organismo consuma. Tanto più è chiuso e tanto più l'organismo riduce i suoi consumi e la sua attività. Anche la temperatura stessa varia. Nell'ipotiroideo è di regola al di sotto di 36,6°. E' talmente importante questo dato che il dott. Barnes, che a lungo ha studiato l'ipotiroidismo marginale, lo ha assunto come base di partenza per la determinazione della scarsa attività della tiroide.
La conferma viene data da un esame dei disturbi causati da questa carenza. Se siete un ipotiroideo marginale presenterete un certo numero di disturbi anche con esami T3 - T4 nella normalità:
1) Fiacca, debolezza.
2) Pelle secca, ruvida.
3) Letargia (tendenza a dormire molto, anche se in modo disturbato, ma sempre con una notevole sonnolenza).
4) Modo di parlare piuttosto lento.
5) A volte rigonfiamento della faccia e delle palpebre.
6) Freddolosità, pelle fredda.
7) Sudorazione rallentata.
8) Lingua spessa che a volte disturba il discorso.
9) Capelli ruvidi.
10) Pelle pallida.
11) Stitichezza.
12) Aumento di peso. Per poco che si mangi si mettono subito dei chili in più.
13) Perdita di capelli.
14) Respirazione laboriosa, alquanto difficile.
15) Piedi gonfi.
16) Raucedine.
17) Perdita di appetito.
18) Per le donne, mestruazioni abbondanti e dolorose.
19) Nervosismo.
20) Palpitazioni di cuore.
21) Unghie fragili.
22) Movimenti rallentati.
23) Memoria scarsa.
24) Instabilità emozionale, emotività.
25) Depressione.
26) Mal di testa.
Va da sè che nessun ipotiroideo presenta tutti i sintomi sopraelencati, ma solo una parte, diciamo un quarto o un terzo; quindi sette/otto come minimo.
In America si cura l'ipotiroidismo marginale somministrando l'ormone carente, a mezzo della tiroide essiccata. Non sono molto d'accordo con questo procedimento in quanto nell'affetto da ipertiroidismo marginale, la tiroide funziona ancora in buona parte. Se somministriamo dall'esterno la tiroxina, la tiroide entra in riposo e non funziona più. E' meglio lasciare questa somministrazione ai casi gravi di ipertiroidismo. Nei casi lievi, che sono la grandissima maggioranza, conviene invece cercare di far funzionare meglio una tiroide pigra e poco sviluppata.
La tiroide è attivata da un gran numero di microelementi fra cui la maggioranza delle vitamine e molti microalimenti come ad es. lo zinco, il selenio, già confezionati sotto forma di molecole organiche complesse come si trovano negli appositi lieviti. Di grandissima importanza è lo iodio, anche qui sotto forma di complessi organici naturali come si trova in certi lieviti, coltivati apposta, in un sistema nutritivo contenente ioduro di potassio; e nelle alghe brune, come le alghe fucus, kelp e laminaria, raccolte nei grandi oceani e quindi non inquinate.
La tiroide attivata da vitamine e sali minerali brucia molte calorie che, invece, andrebbero a gonfiare i tessuti come depositi grassi ed anche come liquidi ritenuti.
Una perseverante assunzione di modesti quantitativi di alghe essiccate, come l'alga fucus, potenziate da vitamine e sali minerali, poco per volta provoca una lenta ma costante diminuzione del peso corporeo. E questo proprio nei casi difficili, in quelle persone cioè che mangiano pochissimo e continuano ad ingrassare, in quanto il loro organismo consuma ancora meno del poco che assume.
L'ipotiroideo è tendenzialmente un letargico, una persona poco attiva, un bonaccione (anche se qualche volta con scoppi di irritabilità). Lavorare gli costa molta fatica, starebbe sempre seduto o sdraiato, anche se la vita lo obbliga a comportarsi altrimenti. Correggere questa tendenza è possibile con una adatta microalimentazione.
L'ipotiroideo è soggetto alla depressione, alla timidezza. Raramente è capace di imporsi. Non è certo un litigioso, ma un amante del quieto vivere.
Gli ormoni tiroidei sono preziosi per attivare la circolazione del sangue. Negli ipotiroidei si assiste sovente allo sfiancamento delle vene con conseguenti varici ed emorroidi. In certi casi estremi di ipotiroidismo, la pelle e gli organi interni possono essere privati fino all'80% del normale rifornimento di sangue.
Possono derivarne tutte quelle fioriture che deturpano la pelle, come l'acne, l'ittiosi, gli eczemi, e persino la psoriasi. Anche la cellulite può avere una componente ipotiroidea.
Una cattiva circolazione locale può essere causa di persistenti cefalee.
Sulla parte sessuale l'ipotiroidismo, sempre attraverso il meccanismo della difettosa microcircolazione locale può causare una diminuzione della sensibilità cutanea e degli organi sessuali.
Quindi scarsa libido, progressiva impotenza nell'uomo, dolori mestruali nelle donne con irregolarità nel ciclo. Comune pure la stitichezza, l'addome gonfio, la formazione di gas.
Un ipotiroideo, che ha una temperatura corporea più bassa del normale ha la tendenza ad avere mani e piedi freddi, ad essere freddoloso quando gli altri invece stanno bene. Ovviamente deve coprirsi molto di più.
Persino il colesterolo ed i trigliceridi sono più elevati nell'ipotiroideo.
Tutte queste deviazioni dalla normalità vengono corrette con la compensazione dell'ipotiroidismo.
Persino la eccessiva caduta dei capelli, la secchezza della pelle, malformazioni delle unghie sono molto comuni negli ipotiroidei. Anche dolori muscolari ed articolari che simulano l'artrosi non sono altro che carenza di iodio.
E' questo un argomento vastissimo con numerose implicazioni ed addentellati in vari campi. Vi sono molti farmaci che peggiorano l'ipotiroidismo. Ad esempio i sulfamidici.
In passato, quando il gozzo era assai diffuso non era solo l'alimentazione scarsa in iodio la responsabile, ma anche l'assunzione quotidiana di alimenti che contenevano sostanze antitiroidee. Ad es. il cavolo e le rape. Tutte le crocifere contengono sostanze solforate che interferiscono con il metabolismo dello iodio. Quindi cavoli, rape, rapanelli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, ed anche leguminose come la soia. Soprattutto allo stato crudo l'effetto è evidente. Se si aumenta il consumo di prodotti ricchi di iodio come le alghe marine, si può bilanciare l'effetto negativo.
In conclusione, per chi è ipotiroideo, anche se in misura marginale, assumere iodio dalle alghe marine, quali l'alga fucus, è molto utile. Per chi è ipertiroideo invece ciò non serve.
In ogni caso, per gli ipotiroidei, l'alga fucus da sola non è sufficiente: occorrono anche gli altri microelementi (vitamine, sali minerali, ecc.) in proporzioni adeguate.


Licopene

Il licopene è un carotenoide che conferisce la tipica colorazione rossa ai pomodori, all'anguria e al pompelmo rosa. E' contenuto in grande quantità soprattutto nei pomodori (Solanum lycopersicum).
E' accertato che si tratta di uno dei più potenti antiossidanti conosciuti. Si tratta quindi di una sostanza naturale che serve ad eliminare i radicali liberi, molecole sicuramente dannose per la salute. Nell'uomo il licopene si trova particolarmente concentrato, più degli altri carotenoidi. In particolare è depositato nel fegato, nella prostata, nella pelle e nei polmoni. E' stato evidenziato che l'assunzione di grandi quantità di licopene riduce l'incidenza di alcuni tipi di cancro, in particolare di quelli della prostata, e del tratto digerente.
Ciò è stato dimostrato da una ricerca condotta su ben 47.000 persone per una durata di 6 anni, dagli scienziati della Harvard Medical School, quindi da uno studio scientifico accurato e su vasta scala.
Inoltre, il licopene sembra che sia utile per prevenire la degenerazione maculare senile e il cancro del polmone, della vescica, della pelle e del collo dell'utero.
Gli scienziati ritengono che lo "stress ossidativo" provocato dai radicali liberi, dall'inquinamento, dal fumo, possa provocare l'insorgenza di malattie come l'aterosclerosi, (cioè la formazione di placche di grasso all'interno dei vasi sanguigni), l'artrite, la cataratta, il cancro e altre malattie degenerative. Inoltre, i meccanismi naturali che difendono il corpo dai radicali liberi si indeboliscono con l'età, esponendo maggiormente le persone di età avanzata a queste malattie.
Il licopene, grazie alla particolare struttura chimica, è considerato attualmente il più importante "killer di radicali liberi", specialmente di quelli che derivano dall'ossigeno. E' infatti un potente antiossidante capace di cedere elettroni alle molecole di radicali liberi, neutralizzandole prima che queste strappino letteralmente gli elettroni dalle cellule del nostro organismo, causando gravi danni.
Il licopene è in grado di proteggere le cellule dall'invecchiamento. A differenza di altri carotenoidi, non è una provitamina A, ma ha una capacità antiossidante e riparatrice molto efficace. L'azione antiossidante del licopene è inoltre utile nella prevenzione del danno cardiovascolare: infatti limita la trasformazione del colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") nella sua forma ossidata, responsabile della formazione di placche aterosclerotiche.
Un'altra funzione molto importante è la capacità di proteggere le cellule epiteliali in caso di lunga esposizione ai raggi solari e U.V. Infatti, quando la cute viene sottoposta a stress ossidativo da raggi ultravioletti (cioè viene esposta per lungo tempo al sole), si è visto che una grande quantità di licopene viene distrutta (maggiore rispetto al beta-carotene), evidenziando quindi il ruolo del licopene come fattore anti-ossidativo e protettivo della pelle.


Manganese

Ho sempre avuto la passione per l'allevamento degli animali: bestie rare, spesso difficili sotto tutti i punti di vista, e questo hobby mi ha permesso di utilizzare numerose scoperte anche in favore del genere umano.
E' il caso del manganese, che ho utilizzato agli inizi per curare un gruppo di piccoli struzzi claudicanti, con problemi alle articolazioni. Grazie al manganese, combinato con elementi sinergici, gli struzzi tornarono a sgambettare felici, come tutti i cuccioli di questo mondo.
Il manganese insieme ad altri elementi può funzionare anche sull'uomo, con eccellenti risultati. Oltre che in favore delle articolazioni, il manganese, insieme ad altri composti, agisce su numerose funzioni organiche. Attiva difatti un gran numero di enzimi dalle più svariate proprietà. E' importante per la salute del pancreas e per la regolazione del glucosio nel sangue. I diabetici hanno invariabilmente un contenuto molto basso di manganese nel sangue, tanto più basso quanto più grave è il diabete.
Questo minerale ha una certa importanza nella myastenia gravis, una malattia invalidante in cui non si formano nell'organismo quantità sufficienti del neurotrasmettitore acetilcolina. La colina dell'alimentazione si trasforma in acetil-colina per merito di un enzima attivato dal manganese. Questo è fondamentale anche per la fabbricazione dei glicoproteidi e quindi delle membrane cellulari, soprattutto della mielina.
Dovrebbe servire quindi per curare la sclerosi multipla, ma mancano ancora studi in proposito.
Insieme a molti altri elementi, il manganese ha una certa importanza per istituire una solida immunità. Cito dal "Libro delle Vitamine" di Josette Lyon: "Il manganese lo si impiega nei casi di asma, raffreddore, emicrania, sbalzi di pressione arteriosa, orticaria, edema di Quicke, certi tipi di eczema, dolori articolari, sofferenza epatica, disturbi mestruali, astenia mattutina, comportamento psichico nervoso instabile. Funziona bene anche in certi casi di epilessia".
Si aggiunga che non è tossico, non si accumula e può essere usato a lungo senza problemi: quindi anche nei casi dubbi provare, almeno per un certo periodo, una integrazione di manganese, è più che raccomandabile.
Ricordiamo che il manganese è un minerale molto diffuso nel terreno, ma quasi sempre carente nelle persone, come risulta da molte analisi del capello.


Nicotinamide - vitamina B3 o PP

La nicotinamide è anche chiamata vitamina B3 o vitamina PP (Pellagra Preventiva). Il termine "pellagra" oggigiorno dice poco: nessuno sa più che cosa sia questa malattia da carenza che nei secoli scorsi mieteva vittime a migliaia, ne faceva impazzire ancora di più, al punto che ancora nei primi anni del '900 i manicomi erano pieni di pellagrosi. E' una vitamina piuttosto semplice, molto diffusa: la sua carenza colpiva soprattutto coloro che vivevano di polenta e poco altro perchè il granoturco contiene una sostanza (anti-vitamina) che distrugge la nicotinamide. Chimicamente ha una certa parentela con la nicotina del tabacco, da cui però differisce totalmente nelle risposte fisiologiche. Fumare non aiuta a colmare la carenza di nicotinamide! Attualmente la pellagra non esiste più se non nei paesi del Terzo Mondo. Sono invece diffusissime da noi delle carenze parziali che simulano disturbi comuni ed assai fastidiosi. La pellagra era detta la malattia delle 3 D: Dermatite - Diarrea - Demenza. Questo vuol dire che una carenza anche parziale di B3 colpisce la pelle, il cervello e l'intestino. Nella pellagra (il nome stesso lo diceva "pelle agra") l'epidermide si fessurava, si anneriva (per l'impossibilità di lavarsi), diventava estremamente ruvida ed assumeva l'aspetto della corteccia d'albero con caratteristiche ripugnanti (molti "lebbrosi" del Medioevo non erano altro che pellagrosi!). Le carenze subcliniche di nicotinamide rendono la pelle e i capelli ruvidi, le mucose della bocca di colore anormale, fessurate, la lingua gonfia, color rosso magenta. Provocano un prurito diffuso. Frequente pure un secrezione grassa della pelle (dermatite seborroica) con lesioni simili all'acne. Gli occhi diventano ipersensibili alla luce, si opacizzano, si congestionano e diminuisce la vista.
E' caratteristica l'azione preventiva e anche curativa della nicotinamide sui geloni. Anche la caduta dei capelli ha a che fare (insieme ad altri fattori) con la carenza di vitamina B3. Riguardo all' apparato digerente questa carenza porta a tutta una serie di stati infiammatori (glossite e stomatite, esofagite, gastrite, enterite, poi diarrea, colite, nausee, vomito). I sintomi più gravi si hanno a carico del sistema nervoso. Senza naturalmente giungere alla demenza della pellagra classica, si hanno disturbi come mal di testa, insonnia, depressione, ansia, irritabilità, tutti disturbi che si manifestano anche in carenza del neurotrasmettitore SEROTONINA. Questo è un esempio di quanto siano collegate fra di loro nell'organismo le più varie funzioni ed i più vari elementi nutritivi. L'aminoacido TRIPTOFANO, presente nella carne e nel pesce, ma anche nei vegetali e nei cereali, serve a produrre il neurotrasmettitore SEROTONINA, che ha appunto proprietà distensive. Serve anche a produrre nicotinamide. Per 100 mg di nicotinamide servono ben 6 grammi di triptofano. Quindi se è carente la nicotinamide occorre molto triptofano. Se questo non è presente in quantitativi sufficienti si ha meno serotonina, più irritabilità, insonnia, ansia ed anche depressione. Assumere dosi notevoli di vitamina B3 significa risparmiare triptofano, produrre più serotonina, cioè nervi più distesi, meno ansia, meno mal di testa, meno insonnia. Il fabbisogno individuale di nicotinamide varia moltissimo (anche da uno a trenta). Quindi per molte persone assumere un soprappiù di nicotinamide è una necessità.
Un effetto della vitamina B3 ed ancor di più dell'acido nicotinico, che ne è il precursore, è quello di liberare i depositi di istamina, sostanza irritante responsabile delle allergie. La vitamina B3 combatte così le allergie, anche se all'inizio potrebbe provocare qualche arrossamento cutaneo con prurito, dovuto appunto alla liberazione dell'istamina.


Octacosanolo e policosanoli

L'octacosanolo è una sostanza contenuta in molti vegetali come l'erba medica, l'avocado, la canna da zucchero, la pianta del cotone, e molte foglie con uno strato ceroso che le rende lucide. E' particolarmente abbondante nell'olio di germe di grano in cui è contenuto in ragione di una parte di octacosanolo su 360 di olio.
Come dice il nome (di origine greca) siamo in presenza di un alcool solido con 28 atomi di carbonio (cioè una sostanza abbastanza complessa di aspetto ceroso). In natura è sempre accompagnato da altre sostanze simili che variano chimicamente per alcuni atomi di carbonio in più o meno e che probabilmente hanno anche loro un notevole effetto positivo. Difatti l'octacosanolo puro, sintetico, è meno efficace di quello naturale.
L'effetto più noto dell'octacosanolo è quello sulla fertilità dell'essere umano (ma anche degli animali) e sulla potenza sessuale dell'uomo, in cui sembra aumentare la sintesi del testosterone e quindi produrre una più accentuata virilità.
Sulla donna può avere un effetto antiabortivo. Quando fu scoperto l'olio di germe di grano ci si accorse subito che questo prodotto aveva le proprietà surricordate. In seguito dall'olio di germe di grano fu isolata la vitamina E che fu chiamata "la vitamina della fertilità" pensando che le proprietà dell'olio fossero dovute alla vitamina E; ma non è così: la vitamina E ha tante proprietà preziose, ma non quella di essere antisterile. Tuttavia la scienza medica, restia a correggere i propri errori, dopo più di trent'anni dalla scoperta dell'octacosanolo continua ad attribuire alla vitamina E i suoi pregi.
L'octacosanolo agisce non solo sulla sfera sessuale ma su tutto l'organismo ringiovanendo e rinvigorendo tutta una serie di funzioni organiche. Ad esempio può rilasciare i muscoli contratti dalla tensione nervosa, aumentare l'efficienza degli organi di senso, l'acutezza visiva e la prontezza di riflessi; la forza e la resistenza alla fatica, può "rischiarare" la mente, offuscata dal superlavoro, e avere tante altre funzioni (incluso l'aumento di produzione di sperma da parte dell'uomo). Come dicono gli americani accresce fortemente "Stamina and vigor".
Esaminiamo nei particolari le qualità positive dell'octacosanolo (quelle negative praticamente non esistono).
Sembra che la sua azione principale si manifesti attraverso lo stimolo della ghiandola pituitaria, la ghiandola del cervello che regola e controlla la maggior parte delle funzioni del corpo. La pituitaria regola ad esempio la funzione delle ghiandole surrenali, quindi è importante per prevenire e curare le artriti, nella dieta dell'uomo in declino (dopo i 40 anni) per la produzione degli ormoni sessuali maschili e femminili, nelle malattie mentali, nelle depressioni, nella gravidanza, nelle vene varicose.
Per il miglior risultato occorre che l'organismo sia ben fornito di tutti i microalimenti (vitamine e sali minerali) necessari per un buon funzionamento del corpo: l'octacosanolo aumenta il vigore dell'uomo (soprattutto sessuale), ma per tenersi al passo occorre anche aumentare la resistenza del cuore, delle arterie e degli altri organi per non incorrere in sgradite sorprese. In natura l'octacosanolo è sempre accompagnato dalla vitamina E, da vitamine del gruppo B, da molti minerali. Quindi è preferibile non assumere l'octacosanolo puro, ma accompagnarlo sempre con tutti i principali microalimenti, che possono sostenere l'aumento di vigore e relativo spreco di energie, indotto da questo utilissimo integratore.
L'octacosanolo può dare una sferzata di energia, un aumento della prontezza dei riflessi, della funzionalità dei sensi (soprattutto della vista). Si può paragonare l'azione dell'octacosanolo sui nervi a quella della caffeina. Ma la caffeina aumenta la tensione muscolare, la pressione, la glicemia, l'irritabilità, mentre l'octacosanolo non ha questi difetti. Difatti diminuisce la tensione muscolare e l'irritabilità (agisce in certo qual modo come tranquillante naturale) e tende a normalizzare la pressione abbassandola se troppo alta ed alzandola se troppo bassa.
In USA è largamente usato dagli atleti e sportivi di ogni genere (essendo un alimento naturale non può essere configurato come doping).
E' ovvio che per un atleta la prontezza di riflessi sia vitale, ma non lo è molto meno per un cinquantenne (e più) alla guida di un'auto nel caotico traffico del giorno d'oggi.
L'azione incomincia a manifestarsi dopo una mezz'ora e si protrae anche per ventiquattr'ore: il che significa che con circa 5000 microgrammi al giorno di octacosanolo l'individuo può rimanere per lungo tempo al massimo delle sue possibilità. La sua azione non diminuisce neppure dopo anni di uso (è un alimento, non un farmaco). Praticamente non ha alcuna reazione collaterale.
Può essere utile per gli studenti sotto esame, in quanto ha un effetto antistress.
Un'azione alquanto misteriosa ma ben provata dell'octacosanolo è quella sulle fermantazioni intestinali con produzione di gas, disturbo così comune nei vegetariani e soprattutto in chi si nutre di leguminose (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, ecc.).
Non è che l'azione sia totale, ma in genere serve per un buon 80%. Agisce persino in chi è afflitto da colite spastica. Il perchè non si sa, ma l'effetto (quello che conta) è evidente sin dai primi giorni di uso (al massimo, nei casi gravi, dopo una settimana / 10 giorni). L'ansia in molte persone agisce sul tratto intestinale: l'intestino diventa sede di crampi che lo piegano, lo contorcono e ne rendono difficile il funzionamento. Le feci ristagnano (e quindi si ha stitichezza) e fermentano. La superficie dell'intestino si irrita e quindi in molti casi si ha diarrea. Tutto ciò porta a dolori, assorbimento di tossine (e quindi avvelenamento dell'organismo). Vitamine, minerali ed altre sostanze vitali vengono mal assorbite e ciò peggiora il funzionamento di tutto l'organismo ed il suo più rapido declino.
L'uso di fibre, di acido pantotenico in elevate concentrazioni che toglie l'infiammazione delle mucose, e dell'octacosanolo (più molta acqua come bevanda) può risolvere la maggior parte dei casi.
La diarrea della colite spastica oltre che essere fastidiosa è anche pericolosa. Difatti con la diarrea si perdono molti minerali: soprattutto il magnesio che di norma è già così carente.
Il magnesio è un minerale che distende i nervi, in antagonismo con il potassio che invece li mette in tensione. Il magnesio serve anche per il metabolismo del calcio, che in sua assenza però precipita nelle arterie, nei reni invece di depositarsi nelle ossa. La carenza di magnesio è la causa principale della "spasmofilia". Sopprimendo la diarrea causata dalla colite, si può economizzare il magnesio ed eliminare una causa importante di disfunzioni cardiache, osteoporosi, malattie renali, irritabilità neuromuscolare, alta pressione del sangue e molti altri disturbi.
Un'integrazione alimentare di magnesio potrà ulteriormente migliorare le cose.
Altri effetti positivi dell'octacosanolo allo studio riguardano le disfunzioni cardiache, l'aumento del metabolismo negli ipotiroidei, la conseguente diminuzione del peso corporeo.
Studi condotti in USA dal dr. Calton Frederiks porterebbero a pensare che questa sostanza è una vera rigeneratrice del sistema nervoso, capace addirittura di indurre la riparazione dei neuroni danneggiati, persino nel cervello, cosa ritenuta sinora impossibile.
Tutto ciò porterebbe a conseguenze pratiche straordinarie nella cura di malattie come la sclerosi multipla, la sclerosi amiotrofica laterale, la distrofia muscolare, le lesioni al cervello.
Ma è ancora troppo presto per dire se in questo campo vi sono delle realtà o solo delle speranze.
Limitiamoci alle applicazioni più sopra ricordate che sono state lungamente studiate da scienziati come il dr. Thomas Cureton, direttore del Physical Fitness of the University of Illinois con uno staff di numerosi ricercatori, che in 20 anni di esperimenti su larga scala con 894 persone, con metodi rigorosamente scientifici e grande abbondanza di mezzi hanno stabilito la validità di questo gruppo di sostanze naturali (octacosanolo, tricontanolo, tetracosanolo, hexacosanolo).
L'octacosanolo (e sostanze affini) non sono di facile estrazione dai vegetali, in cui sono contenute in minima quantità. E' questo il motivo per cui ci sono voluti tanti anni per avere dei concentrati a prezzo accessibile, cosa senz'altro positiva vista l'utilità di questo prezioso integratore alimentare naturale.

OLIGOELEMENTI
Cromo - Ferro - Manganese - Molibdeno - Rame - Selenio - Vanadio - Zinco

Si chiamano "oligoelementi" gli elementi minerali che in piccole quantità attivano reazioni biologiche vitali dell'organismo.
Sono numerosi e non tutti ancora bene conosciuti.
L'organismo li assorbe dai comuni alimenti in cui sono contenuti sotto forma di molecole organiche in piccolissime quantità, per la maggior parte delle volte insufficienti a garantire una copertura ottimale del fabbisogno. Le carenze degli oligoelementi sono altrettanto comuni ed importanti di quelle delle vitamine, molecole complesse che l'organismo non è in grado di produrre, ma che deve introdurre dall'esterno. Ambedue servono ad attivare molti enzimi necessari a portar avanti le decine di migliaia di reazioni chimiche che avvengono continuamente nelle nostre cellule e che sono alla base della vita.
Gli oligoelementi allo stato puro, cioè in forma inorganica (sali minerali), come si trovano in molti integratori alimentari, nel sale grezzo, nelle acque minerali, sono difficili da assorbire e utilizzare per l'organismo.
Specialmente gli organismi debilitati per l'età o per condizioni particolari di salute, non sempre riescono ad usufruire degli oligoelementi minerali e a trasformarli nelle molecole necessarie alla vita.
Sono invece molto più facilmente assimilabili gli oligoelementi sotto forma organica, come si trovano negli alimenti. Purtroppo in questo caso le concentrazioni sono normalmente troppo scarse, troppo lontane dall'optimum.
Di recente si è trovata la soluzione al problema di conciliare i due opposti: si coltivano determinati lieviti in un'acqua di coltura contenente forti quantità di determinati oligoelementi. In questo modo, i lieviti assorbono questi oligoelementi.
Ingerendo tali lieviti, noi mettiamo a disposizione del nostro organismo degli oligoelementi già inglobati nelle molecole organiche che ci occorrono. Così questi sali minerali diventano prontamente assorbibili e rapidamente utilizzabili.
In tal modo è possibile riunire i vantaggi di una alimentazione naturale (con oligoelementi in forma altamente assimilabile e già pronti all'uso) con i vantaggi di una supplementazione in dosi elevate, come si può avere con gli integratori.
Altro vantaggio molto importante è che così spariscono le azioni collaterali nocive che qualche volta si hanno con gli oligoelementi allo stato minerale. Ad esempio praticamente sparisce l'azione lievemente tossica del selenio o del cromo allo stato minerale, o l'azione vomitiva dei sali di rame inorganici o una certa irritabilità verso la mucosa gastrica del ferro e dello zinco. Assimilare gli oligoelementi attraverso i lieviti dà risultati rapidi ed importanti come non è possibile ottenere attraverso nessun altro mezzo. L'unico difetto è che i lieviti minerali costano parecchio di più, ma date le basse percentuali necessarie, la differenza non è poi così elevata. Esaminiamo ora alcune indicazioni riguardo oligoelementi.


Cromo

Allo stato minerale viene utilizzato in percentuali bassissime (mezzo per cento). Come orotato di cromo, un po' di più. Nel lievito, il cromo è contenuto per un terzo come fattore di tolleranza del glucosio (GTF) e per due terzi come prodotti organici, sconosciuti ma certamente importanti. Il cromo regola l'equilibrio del glucosio nel sangue e quindi serve sia al diabetico in cui questo equilibrio è spostato verso l'alto, che nell'ipoglicemico in cui l'equilibrio è invece spostato verso il basso. Gli ipoglicemici sono numerosissimi: la caduta della glicemia che in loro si verifica come controreazione dopo l'assunzione di zuccheri di tutti i tipi, soprattutto prima dei pasti, è una delle cause principali dell'ansia, dell'irritabilità, degli stati di angoscia, timor panico, ecc.
Il cromo ha anche una notevole azione sulla regolazione del colesterolo nel sangue ed un'azione inspiegata ma notevole su alcuni difetti agli occhi.


Ferro

Tutti sanno che serve per rimediare stati anemici così diffusi nelle donne. Il difficile è riuscire a farlo assorbire. La medicina ufficiale ricorre a dosi massicce che non sempre vengono ben assorbite. Sovente lasciano il tempo che trovano.
Con i lieviti al ferro, la situazione anemica si può correggere assai più facilmente, con reazioni collaterali nulle.
Molti studi scientifici sugli oligoelementi sono in piena evoluzione.
Ci ripromettiamo di comunicare più avanti le eventuali nuove scoperte scientifiche di cui verremo a conoscenza, in un campo prodigo di promesse e che permette di fare passi in avanti nell'affascinante campo della nutrizione ortomolecolare.
Già da tempo si sapeva che il lievito di birra era molto indicato per fornire vitamine ed oligoelementi nel modo più naturale. Essere riusciti ad arricchire fortemente i lieviti di oligoelementi, utili alla salute, è veramente una grande scoperta.


Manganese

Elemento molto diffuso e poco conosciuto. Possiede una forte attività per ricostituire le cartilagini e la funzionalità delle giunture. Quindi può servire contro l'artrosi e l'ernia del disco. E' anche necessario per la buona salute del sistema nervoso, e per il controllo della crescita ad tutte le età.


Molibdeno

Diffuso in natura in piccole quantità. Risulta che sia sinergico con il rame per certe funzioni. Ad esempio contro le vene varicose, le macchie blu-viola sulla pelle (delle gambe soprattutto). Impedisce anche l'eccessivo accumulo di rame.
Ha una straordinaria azione positiva sull'ipertrofia prostatica, insieme alla vitamina E ed al magnesio. Si sta sperimentando il rame più il molibdeno in forma organica anche per le disfunzioni femminili della sfera genitale (cisti, fibromi, fibroadenomi, ecc.). Pare che il molibdeno abbia azione decongestionante ed antiestrogeno (com'è noto è proprio l'estrogeno in eccesso il colpevole delle cisti mammarie e delle ovaie, dei fibromi uterini, ecc.).


Rame

E' un elemento che fino a pochi anni fa godeva cattiva fama. Il fatto era dovuto soprattutto agli studi compiuti in America, paese in cui le condutture dell'acqua potabile sono in rame. Questo porta ad un eccesso di rame nella dieta e quindi a disturbi vari, e si sa che tutti gli eccessi sono dannosi. Da noi è di regola invece una forte carenza che agisce negativamente su molte funzioni organiche.
La principale è una carenza nella formazione del collageno e dell'elastina, due costituenti delle proteine del corpo, soprattutto delle arterie.
Chi manca di collageno ha molte rughe, la pelle floscia e non elastica e quindi più facilità nella rottura delle arterie per carenza della parte elastica (= elastina).
Chi manca di rame ha sovente i capelli bianchi perchè non si forma il pigmento necessario per colorarli, in quanto è carente la tirosinasi, enzima attivato dal rame e che è essenziale per la sintesi della melanina.
Il rame ha un ruolo importante anche nel metabolismo del calcio, quindi ostacola l'osteoporosi e può combattere validamente i comunissimi dolori ossei, denominati impropriamente "reumatismi", "artrosi", ecc., e anche altri dolori di varia origine.
Un'azione estremamente importante scoperta da poco è un'azione positiva sui nervi: soprattutto sull'irritabilità, l'insonnia, le palpitazioni cardiache.
Il rame, insieme al ferro, alla vitamina C, all'acido folico, è utilissimo per curare le comuni anemie sideropeniche (= mancanza di ferro nel sangue) e per aumentare le difese immunitarie.


Selenio

Elemento ormai ben pubblicizzato come attivatore di enzimi antiradicali liberi e quindi come antitumorale, antiinvecchiamento, energetico, anche dal punto di vista sessuale.
Per motivi economici si usa quasi sempre il selenio minerale (selenito di potassio). Il selenio organico (lievito) ha però un'azione di gran lunga più evidente.


Vanadio

Microelemento diffuso nelle piante e negli organismi animali. E' ancora molto poco conosciuto, se non per un'azione anticolesterolo.
Sembra sinergico con rame e molibdeno, ed in grado di attivare la crescita dei capelli.


Zinco

Microelemento ben conosciuto con moltissime funzioni che corrispondono verosimilmente ai molti enzimi attivati da questo indispensabile minerale.
Nel lievito coltivato su sali di zinco sono già formati in gran quantità enzimi con molecole complesse che possono facilmente e rapidamente essere messe a disposizione dei nostri organismi, con notevoli effetti positivi.
Si sa che lo zinco è molto importante per gli organi sessuali, che rende più funzionanti e più giovani. Insieme al selenio ed al rame è il minerale più adatto per combattere l'impotenza (se non è di origine psichica), le disfunzioni ovariche, i disturbi mestruali. Agisce sulla pelle, sulla crescita dei capelli, stimola la produzione di linfociti, e quindi aumenta le difese immunitarie.
Sembra abbia un'azione potente anche su tutte le ghiandole a secrezione interna (ipofisi, pancreas), quindi sulla formazione delle gonadotropine, dell'insulina (diabete).
E' uno dei microelementi meno tossici ed è coinvolto nella quasi totalità dei processi cellulari.
Può avere azione anche sui sensi: vista, gusto, odorato, tatto. Difatti, in carenza di zinco, diminuisce la vista, quasi scompaiono l'odorato ed il gusto, al punto che gli alimenti diventano insipidi.
Con lo zinco organico, sotto forma di lievito, si può avere un'azione positiva in tutti questi settori.



Pantotenato - acido pantotenico o vitamina B5

La vitamina B5 o pantotenato o acido pantotenico è una vitamina poco conosciuta nell'ambiente medico e poco valutata. La sua carenza non dà origine ad una forma patologica ben precisa come la carenza della vitamina C che dà lo scorbuto, la carenza di vitamina B3 che dà la pellagra, la carenza di vitamina B1 che dà il beri-beri, la carenza di vitamina D che dà il rachitismo, l'osteomalacia e così via.
L'acido pantotenico è molto diffuso in natura, soprattutto nei cereali (di qui il suo nome).
I sintomi della sua carenza non sono molto appariscenti e si confondono facilmente con quelli di altre vitamine.
Le diverse vitamine ed i sali minerali hanno una dose ottimale, superata la quale l'effetto non migliora. Per l'acido pantotenico (o vitamina B5), la nicotinamide (o vitamina B3), l'acido ascorbico (o vitamina C) la questione è diversa. Accrescendo la dose (molte volte quella minima) si hanno nuove azioni benefiche, del tutto imprevedibili.
La tossicità dell'acido pantotenico è praticamente nulla (non se ne ricorda un solo caso). Quantità di 10 grammi al giorno per lunghi periodi, non hanno dato visibili reazioni collaterali. La dose efficace, anche per casi limite è però assai inferiore. Quindi la sicurezza è assoluta tanto più se si pensa che qualsiasi eccesso di acido pantotenico viene eliminato dall'organismo con la massima facilità, senza problemi e rapidamente.
Dal momento che l'acido pantotenico è così diffuso negli alimenti (soprattutto farinacei), come mai i disturbi della sua carenza sono invece così comuni?
Come già detto, per un'azione ottimale su molte patologie da logoramento ne occorrono dosi elevate che non si rinvengono affatto negli alimenti, anche se prodotti biologicamente. Bisognerebbe assumere giornalmente almeno cento grammi di pappa reale, ma, ammesso che sia possibile trovare questo prodotto puro e non estremamente diluito (come di regola), la spesa sarebbe proibitiva.
In più, l'acido pantotenico viene distrutto da molti farmaci comuni come l'acido salicilico e derivati (l'acido acetilsalicilico corrisponde all'aspirina, di cui molte persone fanno uso quotidiano nella speranza di allontanare l'infarto).
Ma la causa principale di carenza di questa importante vitamina, dipende dall'uso esteso di conservazione delle granaglie (grano, granoturco, leguminose, ecc.) a mezzo di insufflazioni nei silos di bromuro di metile, un gas che distrugge infallibilmente muffe, roditori, insetti. Il gas è facilmente volatile e non ne rimane traccia nelle granaglie. Purtroppo non rimane traccia neppure di acido pantotenico. La perdita è particolarmente grave in quanto proprio dal grano dovremmo ricavare la più gran parte della vitamina B5 necessaria per attivare molte funzioni del nostro corpo.
Una delle funzioni dell'acido pantotenico è quella di attivare le ghiandole surrenali che producono molti ormoni (più di 50 già individuati) che combattono lo stress ed impediscono l'instaurarsi dei così comuni processi artrosici. La cartilagine che forma i dischi intervertebrali e tutte le articolazioni ha bisogno di molti elementi. Sono determinanti l'acido pantotenico, la colina, il manganese. Con questi tre elementi si possono ottenere validi risultati nei casi di ginocchia gonfie e dolenti, ernia del disco, e svariati tipi di artrosi.
La vitamina B5 si rivela preziosa per combattere anche forme catarrali croniche dell'anziano. Può servire contro sinusiti croniche, contro cistiti ribelli ed altre infezioni delle vie urinarie. Può essere utile contro disfunzioni croniche di stomaco e intestino: ogni tipo di infiammazione di questi organi viene ostacolato dalla vitamina B5 (associata come sempre a tutti gli altri principali microalimenti).
Casi di stitichezza ostinata, causati da un intestino ormai distrutto da anni di lassativi, possono migliorare notevolmente.
Ripeto: occorre in questi casi assumere come regola giornaliera almeno due litri di acqua e molte fibre vegetali (crusca) per dare volume e pastosità alle feci. Occorre usare molto magnesio, inositolo e vitamine del gruppo B per dare tono alle fibre muscolari liscie dell'intestino. La vitamina B5 può togliere l'infiammazione cronica e permettere un'evacuazione facile e non dolorosa. E' questo un metodo veramente naturale ed innocuo per ridare efficenza ad un organo troppo sovente bistrattato e che tanti guai può causare con la sua funzionalità quasi annullata (guaio soprattutto di molte donne, anche giovani). Sempre nell'ambito delle disfunzioni intestinali il gonfiore addominale: i gas che si formano nell'intestino per fermentazione di zuccheri vegetali, in molte persone rimangono bloccati, producendo gonfiore e dando dolore. L'acido pantotenico aiuta ad eliminare questi gas rapidamente, eliminando così dolore e gonfiore.
La letteratura medica parla di molte alterazioni riferibili a carenza di acido pantotenico e registrati sia su uomini (prigionieri di guerra alleati nelle mani dei giapponesi nell'ultima guerra mondiale) che su animali:
1) Atrofia dei bulbi piliferi e quindi caduta dei capelli (e del pelo negli animali). Capelli aridi oppure seborrea, forfora.
2) Diminuzione della melanina con incanutimento.
3) Alterazioni della cornea con vascolarizzazione (arrossamento dell'occhio) ed opacamento della parte trasparente.
4) Alterazioni del fegato con formazione di grasso (steatosi epatica).
5) Atrofia delle ghiandole surrenali (corteccia) con imponenti disturbi causati dalla carenza degli ormoni surrenalici.
6) Alterazioni nella funzione sessuale con sterilità ed impotenza.
7) Degenerazione della mielina dei nervi (soprattutto nel midollo spinale) e del nervo ottico.
8) Arresto della crescita in ragazzi.
9) Gravi alterazioni a tutto l'apparato digerente.
10) Intorpidimento e formicolio delle dita dei piedi. Bruciore ai piedi che si calma solo temporaneamente immergendoli in acqua fredda.
11) Riduzione della libido.
12) Difficile guarigione delle ferite e delle ulcere.
13) Orticaria diffusa, eritema polimorfo, prurito, neurodermite.
14) Infiammazioni dell'apparato respiratorio, con bronchiti croniche, bronchiettasie, rinite, tracheo faringite acuta.
15) Cattiva digestione, collegata all'infiammazione di tutte le vie digerenti).
Come si vede questa vitamina quasi sconosciuta ha un'enorme importanza nel mantenere un buon stato di salute. Come ripeto sempre, per combattere stati di carenza come quelli elencati non è sufficiente assumere un solo microalimento. E' necessario invece assumere un microalimento in dosi importanti, sinergizzato e completato nella sua azione dagli altri microalimenti in piccole quantità.
Chi assume da tempo integratori alimentari quali vitamine, sali minerali, aminoacidi, lieviti, alghe ecc., può confermare l'utilità dell'assunzione regolare di tutti questi microalimenti. Un farmaco potrà risolvere un'infezione, ma per una o più carenze di microelementi occorre assumere proprio i nutrienti che sono insufficienti nell'alimentazione ordinaria.


Selenio

Il selenio costituisce un classico esempio di minerale considerato sino a pochi anni fa velenoso ed indesiderabile per i processi vitali, e poi invece largamente riabilitato, non appena lo si è studiato più a fondo.
Negli anni '70 si è scoperto che il selenio costituisce l'attivatore di enzimi di grande importanza per la vita, come la glutation perossidasi e la SOD (superossido dismutasi). In biologia tutto è relativo: un litro di acqua al giorno è indispensabile per la vita; una dose di 20 litri provoca invece la morte. La stessa cosa per il selenio: una dose giornaliera di 200 microgrammi (sino a 1.000 microgrammi) è di straordinaria utilità. 50/100.000 unità, protratte a lungo, danno gravi disturbi. Una dose di 2 grammi (2 milioni di microgrammi) è mortale.
Tutti avranno letto, su giornali e riviste che, negli organismi viventi, per azione delle radiazioni, di veleni vari (tabacco, antiparassitari, conservanti, farmaci, ecc.) e degli stessi processi vitali, si formano delle sostanze fortemente reattive (i cosiddetti radicali liberi) che hanno delle azioni nefaste sui delicati componenti della cellula. I radicali liberi costituiscono una delle principali cause che portano alla formazione dei tumori, sono tra i principali responsabili dei processi che causano la vecchiaia. Sono in grande abbondanza nelle parti del corpo sede di processi artrosici (si deve a loro l'infiammazione delle cartilagini). Se si vogliono evitare tumori, una precoce senilità, l'artrosi ed altre gravi disfunzioni organiche, occorre cercare di evitare il più possibile la formazione dei radicali liberi nel nostro organismo e contemporaneamente di aumentare l'assunzione di quelle sostanze che li distruggono. Sono già state individuate come sostanze anti-radicali liberi la vitamina C, la vitamina E, la vitamina A e gli enzimi sopraricordati (quindi il selenio che li attiva). Probabilmente ve ne sono anche altre, sempre facenti parte del gruppo dei cosiddetti microalimenti.
Trattandosi di sostanze innocue (se non assunte in dosi folli), conviene assumerne in sovrabbondanza, per ostacolare il più possibile la formazione dei tumori e la decadenza del nostro organismo.
Si è scoperto anche che circa un terzo del selenio di tutto il corpo è contenuto negli organi sessuali maschili e che questo elemento è molto importante per il loro corretto funzionamento e per evitare il temuto cancro della prostata.
Il selenio attiva la formazione del coenzima Q (ubichinone), che è uno dei più importanti principi attivi per il corretto funzionamento del cuore e di tutti gli altri muscoli. Il coenzima Q attiva anche, fortemente, le difese immunitarie indispensabili per combattere tumori ed infezioni varie (batteriche e virali). Il selenio inattiva anche elementi minerali tossici come il piombo (benzina), il mercurio (pesci e frutti di mare), il cadmio (sigarette) ed il tallio.
Il selenio ostacola anche la calcificazione dei vasi sanguigni e di altri organi (reni, cuore, cervello, ecc.), aumenta l'acuità visiva, e previene la cataratta e la retinopatia diabetica.
Per ritornare all'azione anticancro del selenio: si è recentemente accertato che il selenio protegge gli organismi animali dal cancro non solamente attraverso l'azione antiossidante (radicali liberi) ricordata prima, ma anche mediante altri meccanismi. Ad esempio si è visto che iniettando cellule cancerose appositamente allevate in laboratorio su cavie, si ha un rapido attecchimento e la formazione di numerosi tumori. Ciò non avviene se a questi animali sono somministrate integrazioni di selenio.
Il selenio è carente in gran parte delle persone: soprattutto gli uomini, che ne perdono grossi quantitativi con il liquido seminale.
Quindi assumere integrazioni di selenio, è una pratica altamente raccomandabile per proteggersi da gravi inconvenienti.
Nelle righe precedenti si è parlato del solo selenio, per comodità espositiva: ma in un organismo vivente tutti gli elementi funzionano al loro meglio solo quando sono somministrati in composizioni sinergiche, che si estendono sino a comprendere tutti gli elementi conosciuti. Questo è un dato di fatto straordinariamente importante: occorre sempre assumere tutti gli elementi nutritivi per ottenere il massimo dei risultati.
Riguardo al selenio, si è accertato che il selenio somministrato sotto forma minerale è assorbito solo in piccola parte ed è meno attivo di quanto ci si può aspettare. Una forma proteica del selenio, estratta dal lievito, risulta invece più naturale e fortemente più attiva. Essa ha una maggiore attività, accertabile entro pochi giorni nel campo più evidente, cioè la formazione dell'enzima Q e la conseguente sensazione di miglior funzionamento del cuore e dei muscoli ed un ben visibile effetto di maggiore forza e benessere. E' presumibile quindi che dia anche gli altri effetti, meno prontamente verificabili, dell'aumento delle difese immunitarie ed antitumorali.


Taurina

La taurina è un interessante aminoacido presente unicamente nel regno animale. Abbondante nella retina, nel cuore e nel cervello, svolge in questi organi importanti funzioni di regolazione (è un neurotrasmettitore). Viene sintetizzato dal fegato (e si trova in abbondanza nella bile da cui viene estratto). In molte persone questa sintesi decorre a rilento e quindi importanti funzioni dell'organismo si effettuano con difficoltà. E' stata dimostrata l'importanza della taurina per regolare il movimento degli ioni calcio e potassio nel cervello e nel cuore: la sua carenza accentua molti disturbi propri della spasmofilia.
Agendo da neurotrasmettitore, ha un'azione calmante sul cervello e sui nervi: quest'azione può servire persino in casi di epilessia. Esercita un'azione positiva anche nel metabolismo degli zuccheri ed è un coadiuvante dell'insulina (quindi utile per i diabetici).
E' un coadiuvante dello zinco, della vitamina A, della vitamina B2 e di altri fattori sconosciuti, utili per mantenere in salute gli occhi: animali da esperimento privati della taurina addirittura persero la vista. La carenza di taurina può causare una perdita di memoria.
L'effetto più importante è sulla depressione. Nel giro di pochi giorni dall'assunzione di taurina (sinergizzata con altri elementi) possono normalizzarsi stati depressivi intensi, con la scomparsa dei pensieri neri, della stanchezza di vivere, del pessimismo più sconsolato, del desiderio di autodistruzione. Ovviamente il massimo degli effetti positivi si ha solo se viene assunta insieme a tutti gli altri bioregolatori (vitamine, sali minerali, ecc.) che ne completano e ne potenziano l'azione. L'effetto positivo è allora rapido ed eclatante, ma temporaneo, in quanto non si può far guarire definitivamente una disfunzione cronica come la depressione: al più, la si può tenere a bada, come se non esistesse più, il che costituisce già una grande vittoria. La taurina, eliminando i sintomi della depressione, calma anche il sistema nervoso: ciò vuol dire che sovente concilia il sonno, il che non è un male: si sa che il sonno è un buon mezzo per rimettere in sesto un sistema nervoso stanco, sovraeccitato.
Il momento più adatto per assumere un supplemento di taurina è alla sera (ma va bene anche al mattino). Può essere assunta con il calcio, il magnesio, elementi di cui coadiuva l'azione per favorire il sonno e quindi un recupero di energie con il riposo. Come già detto, è un aminoacido naturale, quindi è un alimento: non è un farmaco, e non produce assuefazione, nè è minimamente pericolosa.
Non avendo a che fare con la sintesi delle proteine (ciò che capita invece con la lisina, la cistina ed altri aminoacidi) la taurina può comunque essere assunta in qualsiasi momento della giornata, da sola o insieme ad altri bioregolatori, con cui non interferisce.


Triptofano

E' uno degli aminoacidi più importanti, presente soprattutto nella carne e negli altri prodotti animali.
Come gli altri aminoacidi, assunto con l'alimentazione, serve soprattutto a rigenerare i vari tessuti. Se assunto da solo, lontano da un pasto proteico (ad esempio prima di andare a dormire) il triptofano si trasforma in un neurotrasmettitore, in questo caso nella serotonina.
Come tutti sanno la serotonina può trasformarsi ulteriormente in melatonina.
Quindi il triptofano, assunto alla sera, ha un marcato (e naturale) effetto calmante, concilia il sonno, distende i nervi, anche perchè è un antagonista della dopamina che invece è il neurotrasmettitore dell'aggressività.
Il triptofano è per così dire "parente" della vitamina PP (in cui nell'organismo si può trasformare) e di questa ha alcune proprietà, soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, sempre come effetto distensivo.

La nostra preparazione TRIPTOFANO-MIX, contiene appunto triptofano e vitamina PP, oltre la vitamina B6 che ha pure un effetto calmante.