SOSTANZE UTILIZZATE NELLE MICRODIETE
Diamo qui di seguito una descrizione di alcune
tra le principali sostanze naturali utilizzate
nella prepararazione delle nostre microdiete
personalizzate.
Alfalfa
Vitamine del gruppo B
Betaina
Bioflavonoidi e vitamina C
Colina e inositolo
Cromo
Glicina e ornitina
Vitamina E
Alghe brune: fucus, kelp
Licopene
Manganese
Nicotinamide - vitamina B3 o PP
Octacosanolo - policosanoli
Oligoelementi: Cromo - Ferro - Manganese - Molibdeno - Rame - Selenio - Vanadio - Zinco
Pantotenato - vitamina B5
Selenio
Taurina
Triptofano
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Alfalfa
E' il nome dell'erba medica, un noto foraggio.
Le preparazioni che si trovano in commercio
per uso alimentare, come la nostra, sono
formate da un estratto liofilizzato (seccato
a freddo per conservare tutte le proprietà
biologiche del prodotto fresco).
L'alfalfa contiene sali minerali, moltissime
vitamine (in particolare quelle del gruppo
B), clorofilla e molti altri microalimenti
in piccole quantità.
E' particolarmente utile per il suo elevato
contenuto di vitamina K naturale. La vitamina
K è la vitamina antiemorragica tipica.
La sua carenza porta all'incoagulabilità
del sangue e quindi ad emorragie non di rado
mortali (ad esempio nei bambini appena nati
che ne sono molto carenti ed a cui si somministra
di regola appunto la vitamina K).
La vitamina K di sintesi (menadione) somministrata
in forti dosi può dare dei grossi
guai, come la emolisi (distruzione dei globuli
rossi e anemia), il che invece non capita
mai con la vitamina K naturale (come appunto
quella dell'alfalfa).
Vitamine del gruppo B
Nostra preparazione corrispondente FF o bollino rosso.
Le varie vitamine conosciute agiscono negli
organismi viventi per lo più da sole:
cioè ognuna ha una sua specifica funzione.
Le vitamine del gruppo B (circa una quindicina;
il numero esatto non è accettato da
tutti in quanto alcune sono contestate) hanno
anch'esse delle funzioni specifiche ma più
delle altre agiscono sinergicamente.
Il motivo è che queste vitamine più
delle restanti agiscono perchè attivano
un'infinità di enzimi che presiedono
alle numerosissime trasformazioni che si
verificano in un organismo vivente. Gli enzimi
(forse di centomila specie diverse) sono
quelle molecole che eseguono le reazioni
codificate dal DNA, sotto l'impulso di ormoni,
dei neurotrasmettitori e di altre sostanze
e sistemi regolatori delle funzioni vitali.
Prendiamo per esempio il più noto
(ed il principale) meccanismo che negli organismi
produce energia e calore: il ciclo di Krebs.
La reazione parte dal glucosio, uno zucchero
semplice che si forma nell'organismo per
lo più per la digestione dei farinacei
(ma si ricava anche dal comune zucchero e
dalla frutta). Attraverso gli enzimi questo
zucchero viene letteralmente "bruciato"
attraverso una lunga catena di reazioni e
trasformazioni. Alla fine si ha acqua, anidride
carbonica (che espelliamo attraverso la respirazione),
energia (sotto forma di molecole energetiche
come le molecole di ATP che attivano i muscoli)
e calore.
Tutte queste reazioni che sarebbe troppo
lungo e noioso descrivere sono rese possibili
dall'azione di enzimi che successivamente
uno all'altro fanno progredire le reazioni.
Gli enzimi sono formati da aminoacidi che
introduciamo con l'alimentazione proteica
(carne, uova, pesce, legumi, latte, formaggio,
ecc.) e resi attivi da sali minerali come
il magnesio, lo zinco, il manganese e tanti
altri simili e soprattutto dalle vitamine
del gruppo B.
Se questi prodotti sono presenti in abbondanza
le reazioni del ciclo di Krebs decorrono
con la massima facilità, si forma
energia in abbondanza, avete una sufficiente
produzione di calore e tutta la vostra macchina
biologica funziona al meglio.
Sarebbe troppo lungo elencare le numerosissime
indicazioni di una sufficiente introduzione
delle vitamine del gruppo B e quindi della
ottimizzazione del ciclo dell'energia.
Se c'è energia in abbondanza tutti
gli organi del corpo, dal cervello al cuore,
dallo stomaco all'intestino, dai polmoni
agli organi sessuali, dal fegato ai reni
ecc. funzionano all'optimum.
Le più strane ed imprevedibili reazioni
di carenza, nella maggior parte dei casi,
spariscono. Le funzioni organiche manifestano
uno straordinario impulso positivo, una normalizzazione
ad un grado di efficienza superiore. Ciò
avviene con la somministrazione di tutte le vitamine del gruppo B... Sottolineo tutte anche le meno importanti, che normalmente
non vengono fornite, ma che invece nel complesso
della produzione dell'energia hanno una parte
molto importante.
Nelle nostre microdiete usiamo ampiamente
le vitamine del gruppo B, in dosi generose,
perchè è assai meglio abbondare
in questo campo che stare un po' al di sotto
dell'optimum, anche tenendo conto che dette
vitamine, usate per bocca, sono assolutamente
innocue anche in dosi massicce. Occorre solo
l'accortezza di somministrarle tutte, per
evitare carenze che si potrebbero accentuare
con la somministrazione unilaterale di poche
ad esclusione di altre.
La nostra preparazione più completa
in proposito è quella che noi chiamiamo
FF oppure bollino rosso.
Betaina
La betaina è una sostanza naturale
(si estrae dalla beta vulgaris = barbabietola
dello zucchero, da cui il nome) che da parecchi
decenni è conosciuta per le sue proprietà
risanatrici e disintossicanti sul fegato.
Come quello di tante altre sostanze naturali,
il suo uso è avversato dall'industria
farmaceutica.
La betaina ha benefici sul fegato, azioni
che si ripercuotono favorevolmente (e in
breve tempo) anche sull'alito cattivo. Ovviamente
il massimo risultato si ottiene quando viene
assunta contemporaneamente agli altri microelementi
(vitamine, sali minerali, ecc.). La betaina,
che è un alimento, può essere
assunta in tutta tranquillità, essendo
completamente innocua.
Nell'organismo la betaina (chimicamente una
trimetilglicina) perde il metile e si trasforma
in dimetilglicina, che è la nota vitamina
B15: in questo passaggio si ha una produzione
di energia. Sembra che sia proprio questo
alla base dei positivi effetti della betaina:
scomparsa della stanchezza immotivata, azione favorevole sul sistema circolatorio,
sul cuore, sulle allergie, sulla respirazione
cellulare.
Inoltre la betaina ha un effetto
disintossicante sul fegato, una azione antiarteriosclerotica,
antiepatite ed anticirrotica. Sempre per la sua azione disintossicante
sul fegato è utilissima nell'alcolismo,
nell'avvelenamento epatico da farmaci e da
sostanze chimiche svariate.
La betaina può anche avere effetto
sulla
ricrescita dei capelli. Si ha cioè un potenziamento dell'azione
data da un'equilibrata assunzione dei principali
microelementi, in particolare della cistina
e della metionina (insieme alle quali deve
essere assunta per questo scopo).
Una delle più interessanti azioni
della betaina è quella di neutralizzare
un veleno che si forma nel nostro organismo
(l'omocisteina, la principale responsabile
dell'invecchiamento di vene ed arterie) trasformandola
nell'utilissimo aminoacido metionina, sempre
scarso nell'alimentazione.
Bioflavonoidi e vitamina C
I bioflavonoidi sono un gruppo di sostanze
alimentari che si trovano nella frutta insieme
alla vitamina C. Sono chiamati anche vitamina
C2,
vitamina P, flavoni, ecc. Essi si trovano soprattutto
nella polpa bianca degli agrumi, che normalmente
viene scartata. I bioflavonoidi furono scoperti
dallo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgyi,
lo scopritore della vitamina C (premio Nobel
nel 1937). Egli osservò che i bioflavonoidi
hanno un effetto sinergico con la vitamina
C, e hanno grande importanza nel
rafforzare i vasi sanguigni, soprattutto i
capillari.
La fragilità dei vasi capillari porta
alla formazione di macchie rossastre sotto
la pelle (edemi), emorragie interne, accumuli
di liquido nei tessuti.
Vi sono moltissimi articoli pubblicati su
riviste scientifiche che descrivono l'utilità
della vitamina P, così chiamata per
indicare la capacità di regolare la
permeabilità dei vasi sanguigni.
I bioflavonoidi sono molto importanti per
le donne che soffrono di
problemi mestruali. Questo è legato sempre al potere
che ha la vitamina P, insieme alla vitamina
C, di migliorare il tono venoso e aumentare
la resistenza parietale dei vasi capillari.
Si può avere una netta diminuzione
dei problemi di pressione e di perdite nel
vasto sistema di pompaggio interno che distribuisce
e restituisce il sangue al cuore.
I bioflavonoidi possono essere utili anche
per combattere le
vene varicose, alleviando il dolore, il disagio e il gonfiore
alle gambe che questo disturbo comporta.
Anche le
emorroidi possono essere efficacemente combattute
dall'assunzione costante di vitamina P, come
dimostrò il dott. Bernard Wissmer
dell'Università di Ginevra.
I bioflavonoidi possono anche avere un effetto
antiabortivo, secondo gli studi fatti dal dott. Robert
B. Greenblatt, del Medical College of Georgia.
Il dott. R. C. Robbins, dell'Università
della Florida, ha scoperto che i bioflavonoidi,
particolarmente alcuni contenuti negli agrumi,
sono agenti naturali efficaci
contro la trombosi. Ciò è risultato da esperimenti
in provetta, sugli animali e sul sangue umano.
Naturalmente i bioflavonoidi non sono l'unico
fattore contro la trombosi: un altro agente
simile è l'eparina, una sostanza secreta
dal fegato. Comunque i bioflavonoidi, ed
in particolare la nobiletina, che è
una delle sostanze contenute in essi, hanno
una provata qualità
antiadesiva, cioè la loro presenza nella corrente
sanguigna può servire a rallentare
l'adesione dei coaguli di sangue alle pareti
dei vasi sanguigni e a rallentarne la crescita.
I bioflavonoidi, ed in particolare gli antocianosidi
del mirtillo, hanno anche efficacia contro
i disturbi della visione: possono migliorare
la
visione crepuscolare e ridurre i fenomeni di abbagliamento. Possono
servire contro i disturbi della retina di
origine ipertensiva e diabetica, e nella
miopia evolutiva.
Un altro vantaggio dei bioflavonoidi è
che sono innocui, e che non interferiscono
con la capacità di coagulazione del
sangue, quando è opportuna per la
rimarginazione di ferite. Essi restituiscono
la normale resistenza alle pareti dei capillari,
senza provocare un "ispessimento"
del sangue: i bioflavonoidi sono cioè
dei
normalizzatori del flusso sanguigno nei capillari e nelle
vene.
E ciò in contrasto con l'effetto dei
medicinali, i quali hanno soltanto un effetto
a senso unico, e quindi rappresentano sempre
un rischio per gli effetti collaterali che
essi hanno sempre.
I massimi effetti dei bioflavonoidi si hanno
in combinazione con la vitamina C, ed è
logico poichè in natura bioflavonoidi
e vitamina C si trovano invariabilmente abbinati.
Il fabbisogno giornaliero di bioflavonoidi
nell'alimentazione non è ben determinato,
ma si ritiene sufficiente un apporto di
50-200 mg al giorno.
Tra i fattori antagonisti dei bioflavonoidi,
ci sono il fumo, lo stress, l'aspirina, il
cortisone, gli antibiotici, il caffè,
mentre il loro assorbimento è migliorato
dalla vitamina C, dal calcio e dal magnesio.
Colina e inositolo
Sono i due fattori che costituiscono la base
della lecitina (rosso d'uovo, soia). Pur
avendo una formula chimica molto diversa
fra di loro, hanno un'attività sinergica
e proprietà molto simili. Ambedue
sono conosciuti come "vitamina B7"
ed il loro fabbisogno è notevolmente
elevato rispetto a quello delle altre vitamine
del gruppo B: cioè di un grammo (ed
anche di più) ogni giorno. Nella lecitina
sono contenuti insieme ad altri fattori,
come il fosforo, che molto sovente ne rende
controproducente l'uso. Difatti le persone
che soffrono di carenza di calcio (gran parte
degli ansiosi) se assumono troppo fosforo,
che è antagonista del calcio, aggravano
i loro guai. Quindi somministrare colina
e inositolo allo stato puro, risulta più
efficace e più sicuro che somministrarli
come lecitina.
La lecitina viene facilmente sintetizzata
nell'organismo partendo dai costituenti.
Sia la colina che l'inositolo hanno una grande
importanza per metabolizzare i vari grassi
esistenti in un organismo, compreso il colesterolo.
Prima di tutto nel sangue: in genere all'inizio
(per due o tre mesi) si ha un innalzamento del colesterolo e dei lipidi (= grassi)
nel sangue. Ciò è dovuto al
fatto che i depositi di colesterolo e di
lipidi si sciolgono, si mobilizzano dalle
pareti delle arterie dove sono depositati.
Con l'andare del tempo, a causa della loro
escrezione e demolizione, se ne ha una vistosa
caduta e la conseguente normalizzazione del
loro tasso ematico.
Molto noto è l'effetto della diminuzione
della steatosi: depositi di grasso nel fegato,
che arrivano a comprometterne la funzionalità;
anzi, la steatosi è un sintomo della
carenza di colina e inositolo, che sono anche
chiamati "fattori epatoprotettori".
C'è chi dice che per questo scopo
non servono a nulla: è gente che non
ha mai capito che i fattori vitaminici e
minerali hanno uno scarso effetto se usati
da soli, anche se in dosi massicce. Un effetto
completo lo si ha quando li si somministra
in miscele bilanciate, con tutti gli altri
elementi vitaminici e minerali.
Colina e inositolo hanno anche uno straordinario
potere tonificante sul sistema immunitario.
Con esse si possono vincere persino delle
infezioni batteriche e virali resistenti
agli antibiotici, come capita per certe cistiti,
enteriti, coliti.
Insieme ad altre sostanze si può aumentare
il potere immunitario dell'organismo degli
ammalati di fibrosi cistica (o mucoviscidosi)
che così facilmente sono soggetti
ad infezioni polmonari.
Integrare l'alimentazione con colina e inositolo
limita la necessità del ricorso, per
questi malati, a dosi massicce di antibiotici
(da 7 a 15 gr. al giorno per lunghi periodi),
e quindi rende meno probabile l'avvelenamento
del fegato e la conseguente cirrosi cui questi
sofferenti vanno facilmente soggetti, tanto
più se si tiene conto che la colina
e l'inositolo combattono la steatosi del
fegato e la cirrosi.
Altro effetto poco conosciuto ma straordinariamente
importante: la colina rafforza le arterie,
le vene ed i capillari e rende meno probabili
le emorragie al cervello, ai reni, allo stomaco,
al fegato, al cuore ed alle capsule surrenali.
Per completare quest'opera di prevenzione
sono necessarie come sostegno anche la vitamina
C, la vitamina E, il selenio, il rame.
Cromo
Sovente si legge sui giornali che vi sono
gravi inquinamenti di cromo, o di zinco,
o di rame, o di manganese, quasi che questi
minerali siano pericolosi per la salute come
il mercurio, il cadmio, il piombo. Ma non
esiste una sola sostanza che, assunta in
dosi esagerate, non sia nociva o addirittura
mortale. Persino l'acqua fresca, in dosi
dieci o venti volte la dose ottimale può
provocare gravissimi inconvenienti. Non è
che una questione di dose.
Il cromo e gli altri elementi citati, in
piccole dosi sono addirittura indispensabili
per la vita. La loro carenza, nell'alimentazione
super raffinata dei giorni nostri, è
responsabile di molte e gravi patologie,
straordinariamente diffuse.
In dosi piccolissime il cromo è contenuto
in tutti gli alimenti di origine naturale.
La fonte più abbondante era data dalla
crusca che fino agli inizi del secolo finiva
regolarmente nel pane. Con il nostro pane
bianco, i cibi artificiali, lo zucchero bianco,
noi abbiamo ridotto il naturale introito
di cromo, vitamine del gruppo B, vitamina
E ed altri fattori a meno di un ottantesimo
di quello normalmente assunto dai nostri
nonni.
Quando si assumevano tutti questi alimenti,
gli infarti (ed altre patologie collegate),
il diabete e la diffusissima ipoglicemia
(con corollario di stress, ansia, depressione,
angosce, ecc.), molti difetti di vista (con
il dilagare dell'uso degli occhiali) erano
molto meno comuni di adesso.
Si suppone che il cromo sia un attivatore
di enzimi e di alcuni importanti fattori.
Uno è stato individuato: il Glucose
Tolerance Factor - GTF che è essenziale
per l'assimilazione del glucosio, per il
corretto funzionamento dell'insulina e la
produzione di energia.
Il lievito di birra è molto ricco
di cromo: per il 25-40% sotto forma appunto
di GTF. Il che significa anche che per il
55-75% il cromo fa parte di altri fattori
sconosciuti, ma certamente importanti per
la vita.
Questo è un punto molto importante:
assumere il cromo come sale minerale serve
a poco, in quanto il nostro organismo (soprattutto
se debilitato) non è in grado di fabbricare
in quantitativo sufficiente i complessi enzimatici
che gli servono partendo dalla materia prima.
Si è pensato di preparare sali organici
di cromo come l'orotato (costosissimo) che
funzionano meglio, ma non ancora in modo
soddisfacente.
La via più naturale è quella
di coltivare in un ricco substrato di cromo
dei lieviti appositi che sintetizzano quindi
in modo del tutto fisiologico quei composti
di cui gli organismi viventi hanno bisogno.
E' un procedimento non facile, ma così
si può ottenere una ricca fonte di
enzimi e fattori utilissimi per il nostro
organismo.
E' noto che il lievito di selenio, funziona
in modo straordinariamente più positivo
che non i soliti prodotti industriali, reclamizzati
in tutto il mondo con tutti i mezzi, ma contenenti
solo selenio allo stato minerale. Con il
lievito di cromo, il vantaggio è ancora
più evidente. Cento microgrammi di
cromo sotto forma di GTF ed altri fattori
vitali, assunti regolarmente ogni giorno,
danno importanti e rapidi risultati.
Prima di tutto nella regolazione della glicemia,
il che è straordinariamente importante
per i diabetici. Ovviamente il cromo non
può sostituire l'insulina o gli ipoglicemizzanti,
ma ne aiuta moltissimo la loro funzione.
Con ogni probabilità aiuta altri fattori
a prevenire il diabete. Poi nella regolazione
dello zucchero nel sangue degli ipoglicemici
che, in grado più o meno elevato,
costituiscono almeno l'80% della popolazione.
Il cromo, insieme a vitamine, calcio, magnesio
e taurina, è utilissimo nel combattere
l'ansia, le paure, la depressione e tutti
i numerosissimi disturbi causati dalle distonie
neurovegetative, o esaurimenti, o spasmofilia
che dir si voglia.
Regolarizzando la glicemia vien meno lo stimolo
che spinge molte persone ad assumere più
cibo del necessario. Quindi il cromo è
utilissimo anche per chi vorrebbe perdere
qualche chilo di troppo.
Non se ne conosce ancora bene il meccanismo,
ma il cromo ha un'importanza capitale (insieme
a vitamina E, selenio, inositolo, colina
ed altri fattori) a ridurre i depositi di
colesterolo e fibrina nelle arterie e quindi
nel preservare la salute del sistema circolatorio.
Inoltre ha un'azione potente su molti disturbi
visivi. Agisce forse sulla microcircolazione
degli occhi o su altri meccanismi biologici.
Il risultato evidente è che la vista
in molte persone migliora in modo spettacolare
nel giro di pochi giorni.
Sembra che il cromo agisca anche sulla cataratta
e sui depositi di colesterolo nella cornea
così comuni in persone di una certa
età e che formano un anello biancastro
in un organo in cui invece è meglio
rimanga la trasparenza totale.
Le ricerche dei biochimici sulle funzioni
del cromo negli organismi viventi continuano
e si approfondiscono sempre più. Molto
interessante è una vasta indagine
compiuta negli USA: una persona sana che
muore per un incidente ha un elevato quantitativo
di cromo nelle arterie e nei tessuti cardiaci.
Nei deceduti per infarto, il quantitativo
di cromo è invece estremamente basso.
Se si aggiunge che l'intervallo fra la dose
alimentare ottimale (100/200 microgrammi
al giorno) e la dose tossica (da 1 milione
a 8 milioni di microgrammi a seconda del
composto di cromo) è molto ampia,
conviene sicuramente non lasciare scarseggiare
questo importantissimo microelemento.
Glicina e ornitina
Tutti i mass media hanno diffuso in questi
mesi la notizia di un gruppetto di persone
(fra i 60 e gli 80 anni) con problemi di
invecchiamento, che hanno sperimentato in
USA l'ormone della crescita (ora soprannominato
"ormone della giovinezza") prodotto
industrialmente. In sei mesi hanno ottenuto
in media una perdita del 14% del tessuto
adiposo ed un aumento del 9% dei muscoli.
Questo ormone è costosissimo: il prezzo
di una cura per un anno ammonta a circa 17
milioni: perchè funzioni occorrerebbe
usarlo in continuazione, vita natural durante.
Come tutti gli ormoni non prodotti dall'organismo,
ma introdotti dall'esterno, il suo uso produrrà
quasi sicuramente delle reazioni collaterali,
anche di grave entità: basti pensare
a quanto succede usando il cortisone. Inoltre
la sua azione si limita quasi esclusivamente
al tessuto muscolare ed adiposo. Come qualcuno
ha detto, se tutto funzionasse nel migliore
dei modi (il che non è per niente
sicuro) si potrebbero avere dei novantenni
muscolosi, ma completamente rimbecilliti.
Come non agisce sull'arteriosclerosi, l'ormone
artificiale non agisce neppure sulla osteoporosi,
sull'artrosi, sulle malattie del sistema
circolatorio, dei reni, del fegato, ecc.
Quindi, come già ho scritto precedentemente
("Giornale della Natura", mese
di luglio) è di gran lunga preferibile
(e meno costoso) seguire una via più
naturale, come quella di stimolare l'organismo,
perchè produca naturalmente l'ormone
della giovinezza insieme a tutti gli altri
e potenziare tutte le funzioni organiche,
in modo da mantenere in forma l'intero organismo.
Ciò è ottenibile mediante la
fornitura assidua, perseverante di vitamine,
minerali, oligoelementi, aminoacidi. Gli
aminoacidi che servono per stimolare l'organismo
ed aumentare la produzione di ormone della
crescita sono la glicina e l'ornitina e vanno
assunti di norma la sera prima di andare
a letto.
Non ci si può aspettare una rapida
caduta dei chili superflui, cosa che si può
invece ottenere con adatte, equilibrate diete
dimagranti e molta, moltissima buona volontà!
Con gli aminoacidi il risultato è
lento, ma non costa fatica. Inoltre non bisogna
dimenticare che il tessuto adiposo viene
sostituito in gran parte da muscoli, il che
rappresenta certo un'importante conquista
per un organismo avviato ad un lento sfacelo!
Molti obesi non sono che degli ansiosi: l'ansia
li spinge a mangiare più del necessario
per una compensazione inconscia. Tenendo
a bada l'ansia, si può anche ridimensionare
questa tendenza e questo è possibile
grazie ad una equilibrata integrazione di
vitamine, sali minerali e altri microelementi.
Un altro punto per il quale i microalimenti
possono servire è la ritenzione idrica:
dopo uno-due mesi di assunzione di microelementi
per i problemi circolatori, si possono perdere
litri di liquido e quindi chili di peso superfluo.
Una integrazione alimentare che colmi le
carenze di vitamine, sali minerali, oligoelementi,
aminoacidi, combatte la cosiddetta "fame
nascosta": lo stimolo che porta a mangiare
in maniera compulsiva, esagerata, per ricavare
dall'alimentazione, ricca solo di grassi,
zuccheri e proteine, i microelementi necessari.
Molto spesso l'obeso/a è un ipoglicemico:
il suo corpo produce troppa insulina, che
lo porta ad ingerire troppi zuccheri: l'insulina
li "imbosca" rapidamente come glicogeno
e poi come grassi. Questo fenomeno in genere
è causato da un carente funzionamento
della capsula surrenale. Anche qui un'adeguata
integrazione di tutti i principali microelementi
può essere utile. L'ornitina e la glicina come già detto, agiscono sul grasso e sui muscoli. Ovviamente bisogna anche aggiungervi molta
determinazione: i microelementi aiutano e
facilitano le cose, ma è la volontà
di ridurre l'esagerato apporto di calorie
e di impostare un rapporto più sereno
con il proprio corpo che si rivela determinante!
Vitamina E
La vitamina E è una vitamina liposolubile,
cioè solubile nei grassi, ed ha una
azione ampiamente diffusa nell'organismo.
In natura la vitamina E costituisce una famiglia
di sostanze chiamate tocoferoli, e si trova
soprattutto nel germe di grano, negli oli
vegetali, nelle verdure a foglia verde e
nei cereali interi. Le forme più importanti
sono l'alfa-, il beta-, il gamma- e il delta-tocoferolo. Non si conoscono effetti tossici della vitamina E.
Come il selenio e la vitamina C, la vitamina
E ha un potere antiossidante nell'organismo e combatte la formazione
e gli effetti negativi dei radicali liberi.
La vitamina E è definita lo "spazzino"
dei radicali liberi. Essa agisce anche su
alcune malattie come il diabete o le disfunzioni
tiroidee.
La vitamina E usata insieme ad altre sostanze
è in grado di migliorare la qualità
della vita e anche di allungarne la durata.
La vitamina E può avere proprietà
anticancro perchè con la sua potente
azione antiossidante protegge le membrane
cellulari.
La vitamina E è stata usata in particolare
nelle patologie di origine cardiovascolare con diverse azioni benefiche. Per prima
cosa essa riduce il processo di aggregazione
delle piastrine, riducendo di conseguenza
anche la formazione di placche, di emboli
e di trombi nelle arterie.
In secondo luogo questa vitamina è
un anticoagulante naturale e previene la
coagulazione indesiderata del sangue, ma
senza impedire quei processi di coagulazione
sanguigna necessari ad esempio ad arrestare
una emorragia.
In terzo luogo una adeguata assunzione di
vitamina E per via alimentare è essenziale
per un normale assorbimento dei grassi nell'organismo.
In ultimo è ormai dimostrato che la
vitamina E aumenta il livello delle lipoproteine
ad alta densità (HDL, detto anche
"colesterolo buono") riducendo
di conseguenza il rischio cardiovascolare.
Da quanto detto si comprende come la vitamina
E, che protegge la circolazione sanguigna
e i capillari, ha una forte azione protettiva sui danni provocati dal
diabete.
Di particolare interesse è poi l'effetto
della vitamina E nelle patologie femminili
come fibromi uterini e mastopatie fibrocistiche.
E' stato provato che una delle principali
cause nella formazione dei tumori femminili
è una ridotta capacità di metabolizzare
e quindi di eliminare gli estrogeni. Ciò
porta al fatto che questi estrogeni finiscono
per accumularsi nell'organismo stimolando
i recettori posti nelle mammelle, nelle ovaie
e nelle pareti interne innescando un processo
cancerogeno. Donne con un alto tasso dei
due ormoni estrone ed estradiolo registrano
notoriamente una maggiore occorrenza di cancro
delle mammelle e delle ovaie.
Pertanto l'eventuale riduzione di produzione
di estrogeno durante la fase preovulatoria
può ridurre il rischio di cancro della
mammella. La vitamina E è dotata appunto
di azione antiestrogenica e pertanto risponde
appieno a quanto richiesto per diminuire
i rischi di cancro nelle donne.
Assai importante è anche l'azione
della vitamina E sull'ipertrofia prostatica,
uno stadio di ingrossamento della prostata
che può provocare minzione dolorosa
e scarso flusso urinario.
Alghe brune: fucus, kelp
Mangiate poco e continuate a mettere su chili?
Probabilmente siete un ipotiroideo come lo
è in varia misura il 30% delle persone.
La tiroide è una piccola ghiandola,
posta sulla parte anteriore del collo, avente
peso variabile, nelle persone sane, fra gli
8 e i 50 grammi.
L'eccessiva funzionalità della tiroide
viene chiamata
ipertiroidismo e provoca una serie di disturbi più
o meno gravi che si possono sintetizzare
in:
1) Nervosismo ed attività frenetica
2) Aumento della sudorazione
3) Eccessiva sensibilità al calore
4) Palpitazioni
5) Astenia (debolezza, esaurimento fisico)
6) Aumento dell'appetito
7) Calo di peso
8) Tachicardia
9) Insonnia
10) Frequenti movimenti peristaltici intestinali
con frequente diarrea
Nell'
ipotiroidismo (scarsa funzionalità della tiroide)
i sintomi sono l'opposto di quelli elencati
prima.
Sia nell'iper che nell'ipotiroidismo si può
avere la formazione del gozzo che in passato
era assai più comune, in quanto la
carenza di iodio colpiva intere regioni per
lo più lontane dal mare e quindi dal
benefico iodio contenuto nei pesci, nei frutti
di mare ed anche nell'aria marina.
E' ovvio che un ipertiroidismo o un ipotiroidismo
conclamati debbono essere curati seriamente
con appropriate cure mediche, in genere efficaci.
Nelle persone cosiddette normali che, come
abbiamo visto prima, presentano variazioni
nel peso della tiroide da 8 a 50 grammi,
si notano degli stadi lievi di ipertiroidismo
o ipotiroidismo che la medicina ufficiale
non considera, ma che tuttavia possono dare
disturbi molto fastidiosi. Non parliamo del
lieve ipertiroidismo, ma solo dell'ipotiroidismo
cosiddetto marginale che secondo alcuni autori,
colpirebbe dal 30 al 40 per cento della popolazione.
I suoi sintomi si confondono con quelli della
spasmofilia e della ipoglicemia in quanto
sovente molte persone presentano tutte e
tre queste patologie.
Il lieve ipotiroidismo è molto più
frequente dell'ipertiroidismo che invece
è piuttosto raro.
La tiroide produce due ormoni contenenti
rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio chiamati
sinteticamente T3 e T4 (tiroxina). In minima
quantità servono a regolare molteplici
funzioni organiche. Quanto più alto
è il contenuto di questi ormoni nel
sangue tanto più veloce è il
metabolismo dell'individuo in esame.
La tiroide è stata paragonata al tiraggio
della stufa: tanto più è aperto
tanto più brucia e tanto più
l'organismo consuma. Tanto più è
chiuso e tanto più l'organismo riduce
i suoi consumi e la sua attività.
Anche la temperatura stessa varia. Nell'ipotiroideo
è di regola al di sotto di 36,6°.
E' talmente importante questo dato che il
dott. Barnes, che a lungo ha studiato l'ipotiroidismo
marginale, lo ha assunto come base di partenza
per la determinazione della scarsa attività
della tiroide.
La conferma viene data da un esame dei disturbi
causati da questa carenza. Se siete un ipotiroideo
marginale presenterete un certo numero di
disturbi anche con esami T3 - T4 nella normalità:
1) Fiacca, debolezza.
2) Pelle secca, ruvida.
3) Letargia (tendenza a dormire molto, anche
se in modo disturbato, ma sempre con una
notevole sonnolenza).
4) Modo di parlare piuttosto lento.
5) A volte rigonfiamento della faccia e delle
palpebre.
6) Freddolosità, pelle fredda.
7) Sudorazione rallentata.
8) Lingua spessa che a volte disturba il
discorso.
9) Capelli ruvidi.
10) Pelle pallida.
11) Stitichezza.
12) Aumento di peso. Per poco che si mangi
si mettono subito dei chili in più.
13) Perdita di capelli.
14) Respirazione laboriosa, alquanto difficile.
15) Piedi gonfi.
16) Raucedine.
17) Perdita di appetito.
18) Per le donne, mestruazioni abbondanti
e dolorose.
19) Nervosismo.
20) Palpitazioni di cuore.
21) Unghie fragili.
22) Movimenti rallentati.
23) Memoria scarsa.
24) Instabilità emozionale, emotività.
25) Depressione.
26) Mal di testa.
Va da sè che nessun ipotiroideo presenta
tutti i sintomi sopraelencati, ma solo una
parte, diciamo un quarto o un terzo; quindi
sette/otto come minimo.
In America si cura l'ipotiroidismo marginale
somministrando l'ormone carente, a mezzo
della tiroide essiccata. Non sono molto d'accordo
con questo procedimento in quanto nell'affetto
da ipertiroidismo marginale, la tiroide funziona
ancora in buona parte. Se somministriamo
dall'esterno la tiroxina, la tiroide entra
in riposo e non funziona più. E' meglio
lasciare questa somministrazione ai casi
gravi di ipertiroidismo. Nei casi lievi,
che sono la grandissima maggioranza, conviene
invece cercare di far funzionare meglio una
tiroide pigra e poco sviluppata.
La tiroide è attivata da un gran numero
di microelementi fra cui la maggioranza delle
vitamine e molti microalimenti come ad es.
lo zinco, il selenio, già confezionati
sotto forma di molecole organiche complesse
come si trovano negli appositi lieviti. Di
grandissima importanza è lo iodio,
anche qui sotto forma di complessi organici
naturali come si trova in certi lieviti,
coltivati apposta, in un sistema nutritivo
contenente ioduro di potassio; e nelle alghe brune, come le alghe fucus, kelp e laminaria,
raccolte nei grandi oceani e quindi non inquinate.
La tiroide attivata da vitamine e sali minerali
brucia molte calorie che, invece, andrebbero
a gonfiare i tessuti come depositi grassi
ed anche come liquidi ritenuti.
Una perseverante assunzione di modesti quantitativi
di alghe essiccate, come l'alga fucus, potenziate
da vitamine e sali minerali, poco per volta
provoca una lenta ma costante
diminuzione del peso corporeo. E questo proprio nei casi difficili,
in quelle persone cioè che mangiano
pochissimo e continuano ad ingrassare, in
quanto il loro organismo consuma ancora meno
del poco che assume.
L'ipotiroideo è tendenzialmente un
letargico, una persona poco attiva, un bonaccione
(anche se qualche volta con scoppi di irritabilità).
Lavorare gli costa molta fatica, starebbe
sempre seduto o sdraiato, anche se la vita
lo obbliga a comportarsi altrimenti. Correggere
questa tendenza è possibile con una
adatta microalimentazione.
L'ipotiroideo è soggetto alla
depressione, alla timidezza. Raramente è capace
di imporsi. Non è certo un litigioso,
ma un amante del quieto vivere.
Gli ormoni tiroidei sono preziosi per attivare
la
circolazione del sangue. Negli ipotiroidei si assiste sovente allo
sfiancamento delle vene con conseguenti varici
ed emorroidi. In certi casi estremi di ipotiroidismo,
la pelle e gli organi interni possono essere
privati fino all'80% del normale rifornimento
di sangue.
Possono derivarne tutte quelle fioriture
che deturpano la pelle, come
l'acne, l'ittiosi, gli eczemi, e persino la psoriasi. Anche la cellulite
può avere una componente ipotiroidea.
Una cattiva circolazione locale può
essere causa di persistenti
cefalee.
Sulla parte sessuale l'ipotiroidismo, sempre
attraverso il meccanismo della difettosa
microcircolazione locale può causare
una diminuzione della sensibilità
cutanea e degli organi sessuali.
Quindi scarsa libido, progressiva impotenza
nell'uomo, dolori mestruali nelle donne con
irregolarità nel ciclo. Comune pure
la stitichezza, l'addome gonfio, la formazione
di gas.
Un ipotiroideo, che ha una temperatura corporea
più bassa del normale ha la tendenza
ad avere
mani e piedi freddi, ad essere freddoloso quando gli altri invece
stanno bene. Ovviamente deve coprirsi molto
di più.
Persino il colesterolo ed i trigliceridi
sono più elevati nell'ipotiroideo.
Tutte queste deviazioni dalla normalità
vengono corrette con la compensazione dell'ipotiroidismo.
Persino la eccessiva caduta dei capelli,
la secchezza della pelle, malformazioni delle
unghie sono molto comuni negli ipotiroidei.
Anche dolori muscolari ed articolari che
simulano l'artrosi non sono altro che carenza
di iodio.
E' questo un argomento vastissimo con numerose
implicazioni ed addentellati in vari campi.
Vi sono molti farmaci che peggiorano l'ipotiroidismo.
Ad esempio i sulfamidici.
In passato, quando il gozzo era assai diffuso
non era solo l'alimentazione scarsa in iodio
la responsabile, ma anche l'assunzione quotidiana
di alimenti che contenevano sostanze antitiroidee.
Ad es. il cavolo e le rape. Tutte le crocifere
contengono sostanze solforate che interferiscono
con il metabolismo dello iodio. Quindi cavoli,
rape, rapanelli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori,
ed anche leguminose come la soia. Soprattutto
allo stato crudo l'effetto è evidente.
Se si aumenta il consumo di prodotti ricchi
di iodio come le alghe marine, si può
bilanciare l'effetto negativo.
In conclusione, per chi è ipotiroideo,
anche se in misura marginale, assumere iodio
dalle alghe marine, quali l'alga fucus, è
molto utile. Per chi è ipertiroideo
invece ciò non serve.
In ogni caso, per gli ipotiroidei, l'alga
fucus da sola non è sufficiente: occorrono
anche gli altri microelementi (vitamine,
sali minerali, ecc.) in proporzioni adeguate.
Licopene
Il licopene è un carotenoide che conferisce
la tipica colorazione rossa ai pomodori,
all'anguria e al pompelmo rosa. E' contenuto
in grande quantità soprattutto nei
pomodori (Solanum lycopersicum).
E' accertato che si tratta di uno dei più
potenti antiossidanti conosciuti. Si tratta
quindi di una sostanza naturale che serve
ad eliminare i radicali liberi, molecole
sicuramente dannose per la salute. Nell'uomo
il licopene si trova particolarmente concentrato,
più degli altri carotenoidi. In particolare
è depositato nel fegato, nella prostata,
nella pelle e nei polmoni. E' stato evidenziato
che l'assunzione di grandi quantità
di licopene riduce l'incidenza di alcuni
tipi di cancro, in particolare di quelli
della prostata, e del tratto digerente.
Ciò è stato dimostrato da una
ricerca condotta su ben 47.000 persone per
una durata di 6 anni, dagli scienziati della
Harvard Medical School, quindi da uno studio
scientifico accurato e su vasta scala.
Inoltre, il licopene sembra che sia utile
per prevenire la degenerazione maculare senile
e il cancro del polmone, della vescica, della
pelle e del collo dell'utero.
Gli scienziati ritengono che lo "stress
ossidativo" provocato dai radicali liberi,
dall'inquinamento, dal fumo, possa provocare
l'insorgenza di malattie come l'aterosclerosi,
(cioè la formazione di placche di
grasso all'interno dei vasi sanguigni), l'artrite,
la cataratta, il cancro e altre malattie
degenerative. Inoltre, i meccanismi naturali
che difendono il corpo dai radicali liberi
si indeboliscono con l'età, esponendo
maggiormente le persone di età avanzata
a queste malattie.
Il licopene, grazie alla particolare struttura
chimica, è considerato attualmente
il più importante "killer di
radicali liberi", specialmente di quelli
che derivano dall'ossigeno. E' infatti un
potente antiossidante capace di cedere elettroni
alle molecole di radicali liberi, neutralizzandole
prima che queste strappino letteralmente
gli elettroni dalle cellule del nostro organismo,
causando gravi danni.
Il licopene è in grado di proteggere
le cellule dall'invecchiamento. A differenza
di altri carotenoidi, non è una provitamina
A, ma ha una capacità antiossidante
e riparatrice molto efficace. L'azione antiossidante
del licopene è inoltre utile nella
prevenzione del danno cardiovascolare: infatti
limita la trasformazione del colesterolo
LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo")
nella sua forma ossidata, responsabile della
formazione di placche aterosclerotiche.
Un'altra funzione molto importante è
la capacità di proteggere le cellule
epiteliali in caso di lunga esposizione ai
raggi solari e U.V. Infatti, quando la cute
viene sottoposta a stress ossidativo da raggi
ultravioletti (cioè viene esposta
per lungo tempo al sole), si è visto
che una grande quantità di licopene
viene distrutta (maggiore rispetto al beta-carotene),
evidenziando quindi il ruolo del licopene
come fattore anti-ossidativo e protettivo
della pelle.
Manganese
Ho sempre avuto la passione per l'allevamento
degli animali: bestie rare, spesso difficili
sotto tutti i punti di vista, e questo hobby
mi ha permesso di utilizzare numerose scoperte
anche in favore del genere umano.
E' il caso del manganese, che ho utilizzato
agli inizi per curare un gruppo di piccoli
struzzi claudicanti, con problemi alle articolazioni.
Grazie al manganese, combinato con elementi
sinergici, gli struzzi tornarono a sgambettare
felici, come tutti i cuccioli di questo mondo.
Il manganese insieme ad altri elementi può
funzionare anche sull'uomo, con eccellenti
risultati. Oltre che in favore delle articolazioni,
il manganese, insieme ad altri composti,
agisce su numerose funzioni organiche. Attiva
difatti un gran numero di enzimi dalle più
svariate proprietà. E' importante
per la salute del pancreas e per la regolazione
del glucosio nel sangue. I diabetici hanno
invariabilmente un contenuto molto basso
di manganese nel sangue, tanto più
basso quanto più grave è il
diabete.
Questo minerale ha una certa importanza nella
myastenia gravis, una malattia invalidante
in cui non si formano nell'organismo quantità
sufficienti del neurotrasmettitore acetilcolina.
La colina dell'alimentazione si trasforma
in acetil-colina per merito di un enzima
attivato dal manganese. Questo è fondamentale
anche per la fabbricazione dei glicoproteidi
e quindi delle membrane cellulari, soprattutto
della mielina.
Dovrebbe servire quindi per curare la sclerosi
multipla, ma mancano ancora studi in proposito.
Insieme a molti altri elementi, il manganese
ha una certa importanza per istituire una
solida immunità. Cito dal "Libro
delle Vitamine" di Josette Lyon: "Il
manganese lo si impiega nei casi di asma,
raffreddore, emicrania, sbalzi di pressione
arteriosa, orticaria, edema di Quicke, certi
tipi di eczema, dolori articolari, sofferenza
epatica, disturbi mestruali, astenia mattutina,
comportamento psichico nervoso instabile.
Funziona bene anche in certi casi di epilessia".
Si aggiunga che non è tossico, non
si accumula e può essere usato a lungo
senza problemi: quindi anche nei casi dubbi
provare, almeno per un certo periodo, una
integrazione di manganese, è più
che raccomandabile.
Ricordiamo che il manganese è un minerale
molto diffuso nel terreno, ma quasi sempre
carente nelle persone, come risulta da molte
analisi del capello.
Nicotinamide - vitamina B3 o PP
La nicotinamide è anche chiamata vitamina
B3 o vitamina PP (Pellagra Preventiva). Il
termine "pellagra" oggigiorno dice
poco: nessuno sa più che cosa sia
questa malattia da carenza che nei secoli
scorsi mieteva vittime a migliaia, ne faceva
impazzire ancora di più, al punto
che ancora nei primi anni del '900 i manicomi
erano pieni di pellagrosi. E' una vitamina
piuttosto semplice, molto diffusa: la sua
carenza colpiva soprattutto coloro che vivevano
di polenta e poco altro perchè il
granoturco contiene una sostanza (anti-vitamina)
che distrugge la nicotinamide. Chimicamente
ha una certa parentela con la nicotina del
tabacco, da cui però differisce totalmente
nelle risposte fisiologiche. Fumare non aiuta
a colmare la carenza di nicotinamide! Attualmente
la pellagra non esiste più se non
nei paesi del Terzo Mondo. Sono invece diffusissime
da noi delle carenze parziali che simulano
disturbi comuni ed assai fastidiosi. La pellagra
era detta la malattia delle 3 D: Dermatite
- Diarrea - Demenza. Questo vuol dire che
una carenza anche parziale di B3 colpisce
la pelle, il cervello e l'intestino. Nella
pellagra (il nome stesso lo diceva "pelle
agra") l'epidermide si fessurava, si
anneriva (per l'impossibilità di lavarsi),
diventava estremamente ruvida ed assumeva
l'aspetto della corteccia d'albero con caratteristiche
ripugnanti (molti "lebbrosi" del
Medioevo non erano altro che pellagrosi!).
Le carenze subcliniche di nicotinamide rendono
la pelle e i capelli ruvidi, le mucose della
bocca di colore anormale, fessurate, la lingua
gonfia, color rosso magenta. Provocano un
prurito diffuso. Frequente pure un secrezione
grassa della pelle (dermatite seborroica)
con lesioni simili all'acne. Gli occhi diventano
ipersensibili alla luce, si opacizzano, si
congestionano e diminuisce la vista.
E' caratteristica l'azione preventiva e anche
curativa della nicotinamide sui
geloni. Anche la
caduta dei capelli ha a che fare (insieme ad altri fattori)
con la carenza di vitamina B3. Riguardo all'
apparato
digerente questa carenza porta a tutta una serie di
stati infiammatori (glossite e stomatite,
esofagite, gastrite, enterite, poi diarrea,
colite, nausee, vomito). I sintomi più
gravi si hanno a carico del
sistema nervoso. Senza naturalmente giungere alla demenza
della pellagra classica, si hanno disturbi
come
mal di testa, insonnia, depressione, ansia,
irritabilità, tutti disturbi che si manifestano anche
in carenza del neurotrasmettitore SEROTONINA.
Questo è un esempio di quanto siano
collegate fra di loro nell'organismo le più
varie funzioni ed i più vari elementi
nutritivi. L'aminoacido TRIPTOFANO, presente
nella carne e nel pesce, ma anche nei vegetali
e nei cereali, serve a produrre il neurotrasmettitore
SEROTONINA, che ha appunto proprietà
distensive. Serve anche a produrre nicotinamide.
Per 100 mg di nicotinamide servono ben 6
grammi di triptofano. Quindi se è
carente la nicotinamide occorre molto triptofano.
Se questo non è presente in quantitativi
sufficienti si ha meno serotonina, più
irritabilità, insonnia, ansia ed anche
depressione. Assumere dosi notevoli di vitamina
B3 significa risparmiare triptofano, produrre
più serotonina, cioè nervi
più distesi, meno ansia, meno mal
di testa, meno insonnia. Il fabbisogno individuale
di nicotinamide varia moltissimo (anche da
uno a trenta). Quindi per molte persone assumere
un soprappiù di nicotinamide è
una necessità.
Un effetto della vitamina B3 ed ancor di
più dell'acido nicotinico, che ne
è il precursore, è quello di
liberare i depositi di istamina, sostanza
irritante responsabile delle allergie. La
vitamina B3 combatte così le allergie,
anche se all'inizio potrebbe provocare qualche
arrossamento cutaneo con prurito, dovuto
appunto alla liberazione dell'istamina.
Octacosanolo e policosanoli
L'octacosanolo è una sostanza contenuta
in molti vegetali come l'erba medica, l'avocado,
la canna da zucchero, la pianta del cotone,
e molte foglie con uno strato ceroso che
le rende lucide. E' particolarmente abbondante
nell'olio di germe di grano in cui è
contenuto in ragione di una parte di octacosanolo
su 360 di olio.
Come dice il nome (di origine greca) siamo
in presenza di un alcool solido con 28 atomi
di carbonio (cioè una sostanza abbastanza
complessa di aspetto ceroso). In natura è
sempre accompagnato da altre sostanze simili
che variano chimicamente per alcuni atomi
di carbonio in più o meno e che probabilmente
hanno anche loro un notevole effetto positivo.
Difatti l'octacosanolo puro, sintetico, è
meno efficace di quello naturale.
L'effetto più noto dell'octacosanolo
è quello sulla fertilità dell'essere
umano (ma anche degli animali) e sulla potenza
sessuale dell'uomo, in cui sembra aumentare
la sintesi del testosterone e quindi produrre
una più accentuata virilità.
Sulla donna può avere un effetto antiabortivo.
Quando fu scoperto l'olio di germe di grano
ci si accorse subito che questo prodotto
aveva le proprietà surricordate. In
seguito dall'olio di germe di grano fu isolata
la vitamina E che fu chiamata "la vitamina
della fertilità" pensando che le proprietà
dell'olio fossero dovute alla vitamina E;
ma non è così: la vitamina
E ha tante proprietà preziose, ma
non quella di essere antisterile. Tuttavia
la scienza medica, restia a correggere i
propri errori, dopo più di trent'anni
dalla scoperta dell'octacosanolo continua
ad attribuire alla vitamina E i suoi pregi.
L'octacosanolo agisce non solo sulla sfera
sessuale ma su tutto l'organismo ringiovanendo
e rinvigorendo tutta una serie di funzioni
organiche. Ad esempio può rilasciare
i muscoli contratti dalla tensione nervosa,
aumentare l'efficienza degli organi di senso,
l'acutezza visiva e la prontezza di riflessi;
la forza e la resistenza alla fatica, può
"rischiarare" la mente, offuscata dal superlavoro,
e avere tante altre funzioni (incluso l'aumento
di produzione di sperma da parte dell'uomo).
Come dicono gli americani accresce fortemente
"Stamina and vigor".
Esaminiamo nei particolari le qualità
positive dell'octacosanolo (quelle negative
praticamente non esistono).
Sembra che la sua azione principale si manifesti
attraverso lo stimolo della ghiandola pituitaria,
la ghiandola del cervello che regola e controlla
la maggior parte delle funzioni del corpo.
La pituitaria regola ad esempio la funzione
delle ghiandole surrenali, quindi è
importante per prevenire e curare le artriti,
nella dieta dell'uomo in declino (dopo i
40 anni) per la produzione degli ormoni sessuali
maschili e femminili, nelle malattie mentali,
nelle depressioni, nella gravidanza, nelle
vene varicose.
Per il miglior risultato occorre che l'organismo
sia ben fornito di tutti i microalimenti
(vitamine e sali minerali) necessari per
un buon funzionamento del corpo: l'octacosanolo
aumenta il
vigore dell'uomo (soprattutto sessuale), ma per
tenersi al passo occorre anche aumentare
la resistenza del cuore, delle arterie e
degli altri organi per non incorrere in sgradite
sorprese. In natura l'octacosanolo è
sempre accompagnato dalla vitamina E, da
vitamine del gruppo B, da molti minerali.
Quindi è preferibile non assumere
l'octacosanolo puro, ma accompagnarlo sempre
con tutti i principali microalimenti, che
possono sostenere l'aumento di vigore e relativo
spreco di energie, indotto da questo utilissimo
integratore.
L'octacosanolo può dare una sferzata
di energia, un aumento della prontezza dei
riflessi, della funzionalità dei sensi
(soprattutto della vista). Si può
paragonare l'azione dell'octacosanolo sui
nervi a quella della caffeina. Ma la caffeina
aumenta la tensione muscolare, la pressione,
la glicemia, l'irritabilità, mentre
l'octacosanolo non ha questi difetti. Difatti
diminuisce la tensione muscolare e l'irritabilità
(agisce in certo qual modo come tranquillante
naturale) e tende a normalizzare la pressione
abbassandola se troppo alta ed alzandola
se troppo bassa.
In USA è largamente usato dagli atleti
e sportivi di ogni genere (essendo un
alimento naturale non può essere configurato
come doping).
E' ovvio che per un atleta la prontezza di
riflessi sia vitale, ma non lo è molto
meno per un cinquantenne (e più) alla
guida di un'auto nel caotico traffico del
giorno d'oggi.
L'azione incomincia a manifestarsi dopo una
mezz'ora e si protrae anche per ventiquattr'ore:
il che significa che con circa 5000 microgrammi
al giorno di octacosanolo l'individuo può
rimanere per lungo tempo al massimo delle
sue possibilità. La sua azione non
diminuisce neppure dopo anni di uso (è
un alimento, non un farmaco). Praticamente
non ha alcuna reazione collaterale.
Può essere utile per gli studenti
sotto esame, in quanto ha un effetto antistress.
Un'azione alquanto misteriosa ma ben provata
dell'octacosanolo è quella sulle
fermantazioni intestinali con produzione di gas, disturbo così
comune nei vegetariani e soprattutto in chi
si nutre di leguminose (fagioli, ceci, piselli,
lenticchie, ecc.).
Non è che l'azione sia totale, ma
in genere serve per un buon 80%. Agisce persino
in chi è afflitto da colite spastica.
Il perchè non si sa, ma l'effetto
(quello che conta) è evidente sin
dai primi giorni di uso (al massimo, nei
casi gravi, dopo una settimana / 10 giorni).
L'ansia in molte persone agisce sul tratto
intestinale: l'intestino diventa sede di
crampi che lo piegano, lo contorcono e ne
rendono difficile il funzionamento. Le feci
ristagnano (e quindi si ha stitichezza) e
fermentano. La superficie dell'intestino
si irrita e quindi in molti casi si ha diarrea.
Tutto ciò porta a dolori, assorbimento
di tossine (e quindi avvelenamento dell'organismo).
Vitamine, minerali ed altre sostanze vitali
vengono mal assorbite e ciò peggiora
il funzionamento di tutto l'organismo ed
il suo più rapido declino.
L'uso di fibre, di acido pantotenico in elevate
concentrazioni che toglie l'infiammazione
delle mucose, e dell'octacosanolo (più
molta acqua come bevanda) può risolvere
la maggior parte dei casi.
La diarrea della colite spastica oltre che
essere fastidiosa è anche pericolosa.
Difatti con la diarrea si perdono molti minerali:
soprattutto il magnesio che di norma è
già così carente.
Il magnesio è un minerale che distende
i nervi, in antagonismo con il potassio che
invece li mette in tensione. Il magnesio
serve anche per il metabolismo del calcio,
che in sua assenza però precipita
nelle arterie, nei reni invece di depositarsi
nelle ossa. La carenza di magnesio è
la causa principale della "spasmofilia".
Sopprimendo la diarrea causata dalla colite,
si può economizzare il magnesio ed
eliminare una causa importante di disfunzioni
cardiache, osteoporosi, malattie renali,
irritabilità neuromuscolare, alta
pressione del sangue e molti altri disturbi.
Un'integrazione alimentare di magnesio potrà
ulteriormente migliorare le cose.
Altri effetti positivi dell'octacosanolo
allo studio riguardano le disfunzioni cardiache,
l'aumento del metabolismo negli ipotiroidei,
la conseguente diminuzione del peso corporeo.
Studi condotti in USA dal dr. Calton Frederiks
porterebbero a pensare che questa sostanza
è una vera rigeneratrice del sistema
nervoso, capace addirittura di indurre la
riparazione dei neuroni danneggiati, persino
nel cervello, cosa ritenuta sinora impossibile.
Tutto ciò porterebbe a conseguenze
pratiche straordinarie nella cura di malattie
come la sclerosi multipla, la sclerosi amiotrofica
laterale, la distrofia muscolare, le lesioni
al cervello.
Ma è ancora troppo presto per dire
se in questo campo vi sono delle realtà
o solo delle speranze.
Limitiamoci alle applicazioni più
sopra ricordate che sono state lungamente
studiate da scienziati come il dr. Thomas
Cureton, direttore del Physical Fitness of
the University of Illinois con uno staff
di numerosi ricercatori, che in 20 anni di
esperimenti su larga scala con 894 persone,
con metodi rigorosamente scientifici e grande
abbondanza di mezzi hanno stabilito la validità
di questo gruppo di sostanze naturali (octacosanolo,
tricontanolo, tetracosanolo, hexacosanolo).
L'octacosanolo (e sostanze affini) non sono
di facile estrazione dai vegetali, in cui
sono contenute in minima quantità.
E' questo il motivo per cui ci sono voluti
tanti anni per avere dei concentrati a prezzo
accessibile, cosa senz'altro positiva vista
l'utilità di questo prezioso integratore
alimentare naturale.
OLIGOELEMENTI
Cromo - Ferro - Manganese - Molibdeno - Rame
- Selenio - Vanadio - Zinco
Si chiamano "oligoelementi" gli elementi
minerali che in piccole quantità attivano
reazioni biologiche vitali dell'organismo.
Sono numerosi e non tutti ancora bene conosciuti.
L'organismo li assorbe dai comuni alimenti
in cui sono contenuti sotto forma di molecole
organiche in piccolissime quantità,
per la maggior parte delle volte insufficienti
a garantire una copertura ottimale del fabbisogno.
Le carenze degli oligoelementi sono altrettanto
comuni ed importanti di quelle delle vitamine,
molecole complesse che l'organismo non è
in grado di produrre, ma che deve introdurre
dall'esterno. Ambedue servono ad attivare
molti enzimi necessari a portar avanti le
decine di migliaia di reazioni chimiche che
avvengono continuamente nelle nostre cellule
e che sono alla base della vita.
Gli oligoelementi allo stato puro, cioè
in forma
inorganica (sali minerali), come si trovano in molti
integratori alimentari, nel sale grezzo,
nelle acque minerali, sono
difficili da assorbire e utilizzare per l'organismo.
Specialmente gli organismi debilitati per
l'età o per condizioni particolari
di salute, non sempre riescono ad usufruire
degli oligoelementi minerali e a trasformarli
nelle molecole necessarie alla vita.
Sono invece molto più facilmente
assimilabili gli oligoelementi sotto forma
organica, come si trovano negli alimenti. Purtroppo
in questo caso le concentrazioni sono normalmente
troppo scarse, troppo lontane dall'optimum.
Di recente si è trovata la soluzione
al problema di conciliare i due opposti:
si coltivano determinati
lieviti in un'acqua di coltura contenente forti
quantità di determinati oligoelementi.
In questo modo, i lieviti assorbono questi
oligoelementi.
Ingerendo tali lieviti, noi mettiamo a disposizione
del nostro organismo degli oligoelementi
già inglobati nelle molecole organiche
che ci occorrono. Così questi sali
minerali diventano prontamente assorbibili
e rapidamente utilizzabili.
In tal modo è possibile riunire i
vantaggi di una alimentazione naturale (con
oligoelementi in forma altamente assimilabile
e già pronti all'uso) con i vantaggi
di una supplementazione in dosi elevate,
come si può avere con gli integratori.
Altro vantaggio molto importante è
che così spariscono le azioni collaterali
nocive che qualche volta si hanno con gli
oligoelementi allo stato minerale. Ad esempio
praticamente sparisce l'azione lievemente
tossica del selenio o del cromo allo stato
minerale, o l'azione vomitiva dei sali di
rame inorganici o una certa irritabilità
verso la mucosa gastrica del ferro e dello
zinco. Assimilare gli oligoelementi attraverso
i lieviti dà risultati rapidi ed importanti
come non è possibile ottenere attraverso
nessun altro mezzo. L'unico difetto è
che i lieviti minerali costano parecchio
di più, ma date le basse percentuali
necessarie, la differenza non è poi
così elevata. Esaminiamo ora alcune
indicazioni riguardo oligoelementi.
Cromo
Allo stato minerale viene utilizzato in percentuali
bassissime (mezzo per cento). Come orotato
di cromo, un po' di più. Nel lievito,
il cromo è contenuto per un terzo
come fattore di tolleranza del glucosio (GTF)
e per due terzi come prodotti organici, sconosciuti
ma certamente importanti. Il cromo regola
l'equilibrio del glucosio nel sangue e quindi
serve sia al diabetico in cui questo equilibrio
è spostato verso l'alto, che nell'ipoglicemico
in cui l'equilibrio è invece spostato
verso il basso. Gli ipoglicemici sono numerosissimi:
la caduta della glicemia che in loro si verifica
come controreazione dopo l'assunzione di
zuccheri di tutti i tipi, soprattutto prima
dei pasti, è una delle cause principali
dell'ansia, dell'irritabilità, degli
stati di angoscia, timor panico, ecc.
Il cromo ha anche una notevole azione sulla
regolazione del colesterolo nel sangue ed
un'azione inspiegata ma notevole su alcuni
difetti agli occhi.
Ferro
Tutti sanno che serve per rimediare stati
anemici così diffusi nelle donne.
Il difficile è riuscire a farlo assorbire.
La medicina ufficiale ricorre a dosi massicce
che non sempre vengono ben assorbite. Sovente
lasciano il tempo che trovano.
Con i lieviti al ferro, la situazione anemica
si può correggere assai più
facilmente, con reazioni collaterali nulle.
Molti studi scientifici sugli oligoelementi
sono in piena evoluzione.
Ci ripromettiamo di comunicare più
avanti le eventuali nuove scoperte scientifiche
di cui verremo a conoscenza, in un campo
prodigo di promesse e che permette di fare
passi in avanti nell'affascinante campo della
nutrizione ortomolecolare.
Già da tempo si sapeva che il lievito
di birra era molto indicato per fornire vitamine
ed oligoelementi nel modo più naturale.
Essere riusciti ad arricchire fortemente
i lieviti di oligoelementi, utili alla salute,
è veramente una grande scoperta.
Manganese
Elemento molto diffuso e poco conosciuto.
Possiede una forte attività per ricostituire
le cartilagini e la funzionalità delle
giunture. Quindi può servire contro
l'artrosi e l'ernia del disco. E' anche necessario
per la buona salute del sistema nervoso,
e per il controllo della crescita ad tutte
le età.
Molibdeno
Diffuso in natura in piccole quantità.
Risulta che sia sinergico con il rame per
certe funzioni. Ad esempio contro le vene
varicose, le macchie blu-viola sulla pelle
(delle gambe soprattutto). Impedisce anche
l'eccessivo accumulo di rame.
Ha una straordinaria azione positiva sull'ipertrofia
prostatica, insieme alla vitamina E ed al
magnesio. Si sta sperimentando il rame più
il molibdeno in forma organica anche per
le disfunzioni femminili della sfera genitale
(cisti, fibromi, fibroadenomi, ecc.). Pare
che il molibdeno abbia azione decongestionante
ed antiestrogeno (com'è noto è
proprio l'estrogeno in eccesso il colpevole
delle cisti mammarie e delle ovaie, dei fibromi
uterini, ecc.).
Rame
E' un elemento che fino a pochi anni fa godeva
cattiva fama. Il fatto era dovuto soprattutto
agli studi compiuti in America, paese in
cui le condutture dell'acqua potabile sono
in rame. Questo porta ad un eccesso di rame
nella dieta e quindi a disturbi vari, e si
sa che tutti gli eccessi sono dannosi. Da
noi è di regola invece una forte carenza
che agisce negativamente su molte funzioni
organiche.
La principale è una carenza nella
formazione del collageno e dell'elastina,
due costituenti delle proteine del corpo,
soprattutto delle arterie.
Chi manca di collageno ha molte rughe, la
pelle floscia e non elastica e quindi più
facilità nella rottura delle arterie
per carenza della parte elastica (= elastina).
Chi manca di rame ha sovente i capelli bianchi
perchè non si forma il pigmento necessario
per colorarli, in quanto è carente
la tirosinasi, enzima attivato dal rame e
che è essenziale per la sintesi della
melanina.
Il rame ha un ruolo importante anche nel
metabolismo del calcio, quindi ostacola l'osteoporosi
e può combattere validamente i comunissimi
dolori ossei, denominati impropriamente "reumatismi",
"artrosi", ecc., e anche altri
dolori di varia origine.
Un'azione estremamente importante scoperta
da poco è un'azione positiva sui nervi:
soprattutto sull'irritabilità, l'insonnia,
le palpitazioni cardiache.
Il rame, insieme al ferro, alla vitamina
C, all'acido folico, è utilissimo
per curare le comuni anemie sideropeniche
(= mancanza di ferro nel sangue) e per aumentare
le difese immunitarie.
Selenio
Elemento ormai ben pubblicizzato come attivatore
di enzimi antiradicali liberi e quindi come
antitumorale, antiinvecchiamento, energetico,
anche dal punto di vista sessuale.
Per motivi economici si usa quasi sempre
il selenio minerale (selenito di potassio).
Il selenio organico (lievito) ha però
un'azione di gran lunga più evidente.
Vanadio
Microelemento diffuso nelle piante e negli
organismi animali. E' ancora molto poco conosciuto,
se non per un'azione anticolesterolo.
Sembra sinergico con rame e molibdeno, ed
in grado di attivare la crescita dei capelli.
Zinco
Microelemento ben conosciuto con moltissime
funzioni che corrispondono verosimilmente
ai molti enzimi attivati da questo indispensabile
minerale.
Nel lievito coltivato su sali di zinco sono
già formati in gran quantità
enzimi con molecole complesse che possono
facilmente e rapidamente essere messe a disposizione
dei nostri organismi, con notevoli effetti
positivi.
Si sa che lo zinco è molto importante
per gli organi sessuali, che rende più
funzionanti e più giovani. Insieme
al selenio ed al rame è il minerale
più adatto per combattere l'impotenza
(se non è di origine psichica), le
disfunzioni ovariche, i disturbi mestruali.
Agisce sulla pelle, sulla crescita dei capelli,
stimola la produzione di linfociti, e quindi
aumenta le difese immunitarie.
Sembra abbia un'azione potente anche su tutte
le ghiandole a secrezione interna (ipofisi,
pancreas), quindi sulla formazione delle
gonadotropine, dell'insulina (diabete).
E' uno dei microelementi meno tossici ed
è coinvolto nella quasi totalità
dei processi cellulari.
Può avere azione anche sui sensi:
vista, gusto, odorato, tatto. Difatti, in
carenza di zinco, diminuisce la vista, quasi
scompaiono l'odorato ed il gusto, al punto
che gli alimenti diventano insipidi.
Con lo zinco organico, sotto forma di lievito,
si può avere un'azione positiva in
tutti questi settori.
Pantotenato - acido pantotenico o vitamina B5
La vitamina B5 o pantotenato o acido pantotenico
è una vitamina poco conosciuta nell'ambiente
medico e poco valutata. La sua carenza non
dà origine ad una forma patologica
ben precisa come la carenza della vitamina
C che dà lo scorbuto, la carenza di
vitamina B3 che dà la pellagra, la
carenza di vitamina B1 che dà il beri-beri,
la carenza di vitamina D che dà il
rachitismo, l'osteomalacia e così
via.
L'acido pantotenico è molto diffuso
in natura, soprattutto nei cereali (di qui
il suo nome).
I sintomi della sua carenza non sono molto
appariscenti e si confondono facilmente con
quelli di altre vitamine.
Le diverse vitamine ed i sali minerali hanno
una dose ottimale, superata la quale l'effetto
non migliora. Per l'acido pantotenico (o
vitamina B5), la nicotinamide (o vitamina
B3), l'acido ascorbico (o vitamina C) la
questione è diversa. Accrescendo la
dose (molte volte quella minima) si hanno
nuove azioni benefiche, del tutto imprevedibili.
La tossicità dell'acido pantotenico
è praticamente nulla (non se ne ricorda un solo caso). Quantità
di 10 grammi al giorno per lunghi periodi,
non hanno dato visibili reazioni collaterali.
La dose efficace, anche per casi limite è
però assai inferiore. Quindi la sicurezza
è assoluta tanto più se si
pensa che qualsiasi eccesso di acido pantotenico
viene eliminato dall'organismo con la massima
facilità, senza problemi e rapidamente.
Dal momento che l'acido pantotenico è
così diffuso negli alimenti (soprattutto
farinacei), come mai i disturbi della sua
carenza sono invece così comuni?
Come già detto, per un'azione ottimale
su molte patologie da logoramento ne occorrono
dosi elevate che non si rinvengono affatto
negli alimenti, anche se prodotti biologicamente.
Bisognerebbe assumere giornalmente almeno
cento grammi di pappa reale, ma, ammesso
che sia possibile trovare questo prodotto
puro e non estremamente diluito (come di
regola), la spesa sarebbe proibitiva.
In più, l'acido pantotenico viene
distrutto da molti farmaci comuni come l'acido
salicilico e derivati (l'acido acetilsalicilico
corrisponde all'aspirina, di cui molte persone
fanno uso quotidiano nella speranza di allontanare
l'infarto).
Ma la causa principale di carenza di questa
importante vitamina, dipende dall'uso esteso
di conservazione delle granaglie (grano,
granoturco, leguminose, ecc.) a mezzo di
insufflazioni nei silos di bromuro di metile,
un gas che distrugge infallibilmente muffe,
roditori, insetti. Il gas è facilmente
volatile e non ne rimane traccia nelle granaglie.
Purtroppo non rimane traccia neppure di acido
pantotenico. La perdita è particolarmente
grave in quanto proprio dal grano dovremmo
ricavare la più gran parte della vitamina
B5 necessaria per attivare molte funzioni
del nostro corpo.
Una delle funzioni dell'acido pantotenico
è quella di
attivare le ghiandole surrenali che producono molti ormoni (più di
50 già individuati) che combattono
lo stress ed impediscono l'instaurarsi dei
così comuni processi artrosici. La
cartilagine che forma i dischi intervertebrali
e tutte le articolazioni ha bisogno di molti
elementi. Sono determinanti l'acido pantotenico,
la colina, il manganese. Con questi tre elementi
si possono ottenere validi risultati nei
casi di ginocchia gonfie e dolenti, ernia
del disco, e svariati tipi di artrosi.
La vitamina B5 si rivela preziosa per combattere
anche
forme catarrali croniche dell'anziano. Può servire contro
sinusiti croniche, contro cistiti ribelli ed altre infezioni
delle vie urinarie. Può essere utile
contro
disfunzioni croniche di stomaco e intestino: ogni tipo di infiammazione di questi organi
viene ostacolato dalla vitamina B5 (associata
come sempre a tutti gli altri principali
microalimenti).
Casi di
stitichezza ostinata, causati da un intestino ormai distrutto
da anni di lassativi, possono migliorare
notevolmente.
Ripeto: occorre in questi casi assumere come
regola giornaliera almeno due litri di acqua
e molte fibre vegetali (crusca) per dare
volume e pastosità alle feci. Occorre
usare molto magnesio, inositolo e vitamine
del gruppo B per dare tono alle fibre muscolari
liscie dell'intestino. La vitamina B5 può
togliere l'infiammazione cronica e permettere
un'evacuazione facile e non dolorosa. E'
questo un metodo veramente naturale ed innocuo
per ridare efficenza ad un organo troppo
sovente bistrattato e che tanti guai può
causare con la sua funzionalità quasi
annullata (guaio soprattutto di molte donne,
anche giovani). Sempre nell'ambito delle
disfunzioni intestinali il gonfiore addominale:
i gas che si formano nell'intestino per fermentazione
di zuccheri vegetali, in molte persone rimangono
bloccati, producendo gonfiore e dando dolore.
L'acido pantotenico aiuta ad eliminare questi
gas rapidamente, eliminando così dolore
e gonfiore.
La letteratura medica parla di molte alterazioni
riferibili a carenza di acido pantotenico
e registrati sia su uomini (prigionieri di
guerra alleati nelle mani dei giapponesi
nell'ultima guerra mondiale) che su animali:
1) Atrofia dei bulbi piliferi e quindi caduta
dei capelli (e del pelo negli animali). Capelli
aridi oppure seborrea, forfora.
2) Diminuzione della melanina con incanutimento.
3) Alterazioni della cornea con vascolarizzazione
(arrossamento dell'occhio) ed opacamento
della parte trasparente.
4) Alterazioni del fegato con formazione
di grasso (steatosi epatica).
5) Atrofia delle ghiandole surrenali (corteccia)
con imponenti disturbi causati dalla carenza
degli ormoni surrenalici.
6) Alterazioni nella funzione sessuale con
sterilità ed impotenza.
7) Degenerazione della mielina dei nervi
(soprattutto nel midollo spinale) e del nervo
ottico.
8) Arresto della crescita in ragazzi.
9) Gravi alterazioni a tutto l'apparato digerente.
10) Intorpidimento e formicolio delle dita
dei piedi. Bruciore ai piedi che si calma
solo temporaneamente immergendoli in acqua
fredda.
11) Riduzione della libido.
12) Difficile guarigione delle ferite e delle
ulcere.
13) Orticaria diffusa, eritema polimorfo,
prurito, neurodermite.
14) Infiammazioni dell'apparato respiratorio,
con bronchiti croniche, bronchiettasie, rinite,
tracheo faringite acuta.
15) Cattiva digestione, collegata all'infiammazione
di tutte le vie digerenti).
Come si vede questa vitamina quasi sconosciuta
ha un'enorme importanza nel mantenere un
buon stato di salute. Come ripeto sempre,
per combattere stati di carenza come quelli
elencati non è sufficiente assumere
un solo microalimento. E' necessario invece assumere
un microalimento in dosi importanti, sinergizzato
e completato nella sua azione
dagli altri microalimenti in piccole quantità.
Chi assume da tempo integratori alimentari
quali vitamine, sali minerali, aminoacidi,
lieviti, alghe ecc., può confermare
l'utilità dell'assunzione regolare
di tutti questi microalimenti. Un farmaco
potrà risolvere un'infezione, ma per
una o più carenze di microelementi
occorre assumere proprio i nutrienti che
sono insufficienti nell'alimentazione ordinaria.
Selenio
Il selenio costituisce un classico esempio
di minerale considerato sino a pochi anni
fa velenoso ed indesiderabile per i processi
vitali, e poi invece largamente riabilitato,
non appena lo si è studiato più
a fondo.
Negli anni '70 si è scoperto che il
selenio costituisce l'attivatore di enzimi
di grande importanza per la vita, come la
glutation perossidasi e la SOD (superossido
dismutasi). In biologia tutto è relativo:
un litro di acqua al giorno è indispensabile
per la vita; una dose di 20 litri provoca
invece la morte. La stessa cosa per il selenio:
una dose giornaliera di 200 microgrammi (sino
a 1.000 microgrammi) è di straordinaria
utilità. 50/100.000 unità,
protratte a lungo, danno gravi disturbi.
Una dose di 2 grammi (2 milioni di microgrammi)
è mortale.
Tutti avranno letto, su giornali e riviste
che, negli organismi viventi, per azione
delle radiazioni, di veleni vari (tabacco,
antiparassitari, conservanti, farmaci, ecc.)
e degli stessi processi vitali, si formano
delle sostanze fortemente reattive (i cosiddetti
radicali liberi) che hanno delle azioni nefaste
sui delicati componenti della cellula. I
radicali liberi costituiscono una delle principali
cause che portano alla formazione dei tumori,
sono tra i principali responsabili dei processi
che causano la vecchiaia. Sono in grande
abbondanza nelle parti del corpo sede di
processi artrosici (si deve a loro l'infiammazione
delle cartilagini). Se si vogliono evitare
tumori, una precoce senilità, l'artrosi
ed altre gravi disfunzioni organiche, occorre
cercare di evitare il più possibile
la formazione dei radicali liberi nel nostro
organismo e contemporaneamente di aumentare
l'assunzione di quelle sostanze che li distruggono.
Sono già state individuate come sostanze
anti-radicali liberi la vitamina C, la vitamina
E, la vitamina A e gli enzimi sopraricordati
(quindi il selenio che li attiva). Probabilmente
ve ne sono anche altre, sempre facenti parte
del gruppo dei cosiddetti microalimenti.
Trattandosi di sostanze innocue (se non assunte
in dosi folli), conviene assumerne in sovrabbondanza,
per ostacolare il più possibile la
formazione dei tumori e la decadenza del
nostro organismo.
Si è scoperto anche che circa un terzo
del selenio di tutto il corpo è contenuto
negli organi sessuali maschili e che questo
elemento è molto importante per il
loro corretto funzionamento e per evitare
il temuto cancro della prostata.
Il selenio attiva la formazione del coenzima
Q (ubichinone), che è uno dei più
importanti principi attivi per il corretto
funzionamento del cuore e di tutti gli altri
muscoli. Il coenzima Q attiva anche, fortemente,
le difese immunitarie indispensabili per
combattere tumori ed infezioni varie (batteriche
e virali). Il selenio inattiva anche elementi
minerali tossici come il piombo (benzina),
il mercurio (pesci e frutti di mare), il
cadmio (sigarette) ed il tallio.
Il selenio ostacola anche la calcificazione
dei vasi sanguigni e di altri organi (reni,
cuore, cervello, ecc.), aumenta l'acuità
visiva, e previene la cataratta e la retinopatia
diabetica.
Per ritornare all'azione anticancro del selenio:
si è recentemente accertato che il
selenio protegge gli organismi animali dal
cancro non solamente attraverso l'azione
antiossidante (radicali liberi) ricordata
prima, ma anche mediante altri meccanismi.
Ad esempio si è visto che iniettando
cellule cancerose appositamente allevate
in laboratorio su cavie, si ha un rapido
attecchimento e la formazione di numerosi
tumori. Ciò non avviene se a questi
animali sono somministrate integrazioni di
selenio.
Il selenio è carente in gran parte
delle persone: soprattutto gli uomini, che
ne perdono grossi quantitativi con il liquido
seminale.
Quindi assumere integrazioni di selenio,
è una pratica altamente raccomandabile
per proteggersi da gravi inconvenienti.
Nelle righe precedenti si è parlato
del solo selenio, per comodità espositiva:
ma in un organismo vivente tutti gli elementi
funzionano al loro meglio solo quando sono
somministrati in composizioni sinergiche,
che si estendono sino a comprendere tutti
gli elementi conosciuti. Questo è
un dato di fatto straordinariamente importante:
occorre
sempre assumere tutti gli elementi nutritivi
per ottenere il massimo dei risultati.
Riguardo al selenio, si è accertato
che il selenio somministrato sotto forma
minerale è assorbito solo in piccola
parte ed è meno attivo di quanto ci
si può aspettare. Una forma proteica
del selenio, estratta dal lievito, risulta
invece più naturale e fortemente più
attiva. Essa ha una maggiore attività,
accertabile entro pochi giorni nel campo
più evidente, cioè la formazione
dell'enzima Q e la conseguente sensazione
di miglior funzionamento del cuore e dei
muscoli ed un ben visibile effetto di maggiore
forza e benessere. E' presumibile quindi
che dia anche gli altri effetti, meno prontamente
verificabili, dell'aumento delle difese immunitarie
ed antitumorali.
Taurina
La taurina è un interessante aminoacido
presente unicamente nel regno animale. Abbondante
nella retina, nel cuore e nel cervello, svolge
in questi organi importanti funzioni di regolazione
(è un neurotrasmettitore). Viene sintetizzato
dal fegato (e si trova in abbondanza nella
bile da cui viene estratto). In molte persone
questa sintesi decorre a rilento e quindi
importanti funzioni dell'organismo si effettuano
con difficoltà. E' stata dimostrata
l'importanza della taurina per regolare il
movimento degli ioni calcio e potassio nel
cervello e nel cuore: la sua carenza accentua
molti disturbi propri della spasmofilia.
Agendo da neurotrasmettitore, ha un'azione
calmante sul cervello e sui nervi: quest'azione può
servire persino in casi di epilessia. Esercita
un'azione positiva anche nel metabolismo
degli zuccheri ed è un coadiuvante
dell'insulina (quindi utile per i diabetici).
E' un coadiuvante dello zinco, della vitamina
A, della vitamina B2 e di altri fattori sconosciuti,
utili per mantenere in salute gli occhi: animali da esperimento privati della taurina
addirittura persero la vista. La carenza
di taurina può causare una perdita
di memoria.
L'effetto più importante è
sulla depressione. Nel giro di pochi giorni dall'assunzione
di taurina (sinergizzata con altri elementi)
possono normalizzarsi stati depressivi intensi,
con la scomparsa dei pensieri neri, della
stanchezza di vivere, del pessimismo più
sconsolato, del desiderio di autodistruzione.
Ovviamente il massimo degli effetti positivi
si ha solo se viene assunta insieme a tutti
gli altri bioregolatori (vitamine, sali minerali,
ecc.) che ne completano e ne potenziano l'azione.
L'effetto positivo è allora rapido
ed eclatante, ma temporaneo, in quanto non
si può far guarire definitivamente
una disfunzione cronica come la depressione:
al più, la si può tenere a
bada, come se non esistesse più, il
che costituisce già una grande vittoria.
La taurina, eliminando i sintomi della depressione,
calma anche il sistema nervoso: ciò
vuol dire che sovente concilia il sonno,
il che non è un male: si sa che il
sonno è un buon mezzo per rimettere
in sesto un sistema nervoso stanco, sovraeccitato.
Il momento più adatto per assumere
un supplemento di taurina è alla sera
(ma va bene anche al mattino). Può
essere assunta con il calcio, il magnesio,
elementi di cui coadiuva l'azione per favorire
il sonno e quindi un recupero di energie
con il riposo. Come già detto, è
un aminoacido naturale, quindi è un
alimento: non è un farmaco, e non produce assuefazione,
nè è minimamente pericolosa.
Non avendo a che fare con la sintesi delle
proteine (ciò che capita invece con
la lisina, la cistina ed altri aminoacidi)
la taurina può comunque essere assunta
in qualsiasi momento della giornata, da sola
o insieme ad altri bioregolatori, con cui
non interferisce.
Triptofano
E' uno degli aminoacidi più importanti,
presente soprattutto nella carne e negli
altri prodotti animali.
Come gli altri aminoacidi, assunto con l'alimentazione,
serve soprattutto a rigenerare i vari tessuti.
Se assunto da solo, lontano da un pasto proteico
(ad esempio prima di andare a dormire) il
triptofano si trasforma in un neurotrasmettitore,
in questo caso nella serotonina.
Come tutti sanno la serotonina può
trasformarsi ulteriormente in melatonina.
Quindi il triptofano, assunto alla sera,
ha un marcato (e naturale) effetto calmante,
concilia il sonno, distende i nervi, anche
perchè è un antagonista della
dopamina che invece è il neurotrasmettitore
dell'aggressività.
Il triptofano è per così dire
"parente" della vitamina PP (in
cui nell'organismo si può trasformare)
e di questa ha alcune proprietà, soprattutto
a livello del sistema nervoso centrale, sempre
come effetto distensivo.
La nostra preparazione TRIPTOFANO-MIX, contiene appunto triptofano e vitamina
PP, oltre la vitamina B6 che ha pure un effetto
calmante.